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    Bambini intossicati in piscina, il padre: “Mio figlio in ambulanza piegato in due dal dolore. L’acqua era ingiallita”

    La testimonianza del genitore del piccolo ricoverato in terapia intensiva per una possibile intossicazione da cloro

    Di Niccolò Di Francesco
    Pubblicato il 4 Giu. 2025 alle 14:43

    “Mia moglie è ancora sotto choc e non è riuscita a raccontarmi quasi nulla, per la ricostruzione dei fatti ci sarà tempo, spero solo che mio figlio possa stare meglio”: sono le parole che il padre di uno dei bambini probabilmente intossicati dal cloro in piscina ha rilasciato al Corriere della Sera. La vicenda è avvenuta all’interno del centro sportivo Imperium Eventi La Borghesiana, in via della Capanna Murata, in zona Borghesiana, a Roma. L’uomo è il papà di quattro dei cinque bambini che hanno accusato un malore. Uno di loro, il più grave, è ricoverato nel reparto di terapia intensiva pediatrica del pronto soccorso del Policlinico Umberto I.

    “I medici non si sbilanciano e stanno facendo tutti gli accertamenti. Su questo non voglio dire niente. Per fortuna, intanto, gli altri tre miei figli e l’amichetta che era con loro stanno meglio” ha dichiarato l’uomo che ha rivelato di essere stato “altro volte” in quel centro sportivo: “Da casa nostra alla Borghesiana ci arriviamo a piedi ma io preferisco il mare, non siamo mai stati clienti abituali o per giornate intere. Solo qualche ora, per passare una mattina o il pomeriggio”. Uno dei suoi quattro figli ha raccontato di aver notato una macchia gialla in acqua: “Sì, l’ha vista mio figlio e anche l’altra bambina che era con mia moglie, un’amichetta di famiglia. Lui si è trovato proprio lì e, senza accorgersene, forse avrà bevuto un po’ di quell’acqua”.

    L’uomo, poi, racconta come ha saputo di quello che era accaduto: “Mi ha chiamato mia moglie, disperata, dall’ambulanza. Era appena è finita la parata del 2 giugno. Io ero su uno dei primi mezzi della sfilata e da lì sono corso direttamente in ospedale”. Quando è arrivato “mia moglie piangeva, mi ha detto che il bambino faticava a respirare, che gli aveva fatto bere molta acqua da una bottiglia sperando che vomitasse anche quello che aveva ingerito. In ambulanza hanno provato a rianimarlo, lui aveva forti dolori, era piegato in due ma non voglio parlare di questi passaggi”.

    Una volta arrivato in piscina “sono andato a riprendere le nostre cose rimaste lì ed era come se non fosse successo niente, con la gente che si faceva il bagno o prendeva il sole. Anche se il problema era stato risolto, mi è sembrato strano. Poi oggi (ieri, ndr) il proprietario mi ha mandato un messaggio, ma non so che farmene”. Poi aggiunge: “Ora penso solo a mio figlio, poi si vedrà. Mi hanno consigliato di non parlare ma sto cercando di fissare tutti i punti che possano aiutare le indagini”.

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