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    Dai porti italiani partono armi destinate a Israele, ma a Livorno i portuali bloccano il carico

    Di Veronica Di Benedetto Montaccini
    Pubblicato il 15 Mag. 2021 alle 13:15

    The WeaponWhatch, l’osservatorio sulle armi nei porti europei, è venuto a conoscenza che carichi di proiettili ad alta precisione destinati al porto israeliano di Ashdod sono stati imbarcati il 13 maggio 2021 dal porto di Genova. Armi che potrebbero alimentare gli attacchi alla popolazione Palestinese già duramente colpita negli ultimi giorni con oltre 130 morti tra i civili.

    ATTACCO A GAZA: GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA

    Il carico di esplosivi

    Nel comunicato dell’associazione si leggono i dettagli: “Le operazioni di imbarco si sono svolte senza che il container – segnalato come contenente esplosivi di classe 1 (esattamente 1.4) – toccasse la banchina, e quindi dovesse sostare nell’apposita area del terminal destinata alle merci pericolose. La nave su cui le munizioni sono state imbarcate, proveniva da Marsiglia, è rimasta a Genova per una dozzina di ore ed è ripartita alle 4 del mattino del 14 maggio. Si tratta di un tipico feeder, cioè di una nave portacontainer di piccole dimensioni, al di sotto dei 3.000 TEU, che raccoglie traffico a Fos sur Mer (Marsiglia), Genova, Livorno, Napoli destinato ad Ashdod e Haifa”.

    Il rifiuto del porto di Livorno

    Quindi dai porti italiani partono armi per Israele, ma c’è chi si dissocia. Si tratta dei portuali di Livorno che oggi – sabato 15 maggio – si opporranno al carico per la nave Asiatic Island.

    “Non sappiamo ancora – scivono i sindacati dei portuali livornesi – se anche nel nostro porto verranno caricati contenitori di armi ed esplosivi ma sicuramente non sarebbe la prima volta che questo accade. Stiamo cercando di raccogliere informazioni in tal senso. Proprio nella giornata di ieri abbiamo ricevuto una segnalazione circa la presenza, presso il Molo Italia, di decine di mezzi blindati militari pronti ad essere imbarcati”.

    Oltre alla tematica della guerra c’è anche un problema oggettivo di sicurezza per i lavoratori e per la popolazione. Per questo sono state inviate delle segnalazioni urgenti all’Autorità Portuale, alla Capitaneria di Porto e alla ASL Medicina del Lavoro affinchè effettuino nell’immediato i controlli opportuni.

    Intanto, l’Unione Sindacale di Base domenica sarà in piazza anche a Livorno in solidarietà con la popolazione Palestinese e per chiedere lo stop immediato ai bombardamenti su Gaza e lo stop agli “espropri” delle abitazioni Palestinesi che da anni vivono sotto occupazione militare.

    Cosa sta succedendo a Gaza

    Quella tra Israele e Hamas è la peggiore fiammata dalla guerra del 2014. E dopo gli scontri fra arabi ed ebrei nelle città israeliane, si infiamma anche la Cisgiordania. Sono oltre duemila i razzi sparati dall’enclave palestinese da lunedì pomeriggio, ai quali lo Stato ebraico ha risposto con centinaia di raid, prendendo di mira le infrastrutture militari del Movimento islamico ma anche la sua dirigenza. Sono almeno 126 i morti finora nella Striscia tra cui 31 minorenni e 950 feriti.

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