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    Annamaria Bernardini de Pace diffida chi la chiama “fascista”: “Nella mia famiglia c’è chi fu incarcerato dal regime”

    Credit: AGF

    La legale fu duramente criticata sui social dopo aver protestato per la candidatura della Global Sumud Flotilla all'Ambrogino d'Oro

    Di Niccolò Di Francesco
    Pubblicato il 28 Gen. 2026 alle 14:15

    La legale Annamaria Bernardini de Pace ha conferito al suo avvocato Davide Steccanella il mandato di “perseguire penalmente tutti coloro che l’hanno pubblicamente appellata sui vari social come ‘fascista’”. Il legale sottolinea che la storia della famiglia di Bernardini de Pace è “di fiera tradizione liberale” aggiungendo anche che c’è anche chi fu “incarcerato per essersi opposto a un regime figlio di un’ideologia antitetica non solo ai valori della nostra Costituzione, ma anche a tutti quei diritti civili, per la cui tutela si è sempre impegnata in prima persona”. L’epiteto “fascista” apparso nei commenti sotto alcuni post è quindi considerato “contenuto diffamatorio”, motivo per cui se ne chiede l'”immediata rimozione” entro setto giorni. Altrimenti scatteranno le denunce.

    La legale fu duramente criticata sui social quando protestò con il sindaco di Milano, Beppe Sala, per la candidatura della Global Sumud Flotilla all’Ambrogino d’oro. Annamaria Bernardini de Pace, infatti, scrisse al sindaco Sala minacciando di restituire il premio qualora l’Ambrogino fosse stato assegnato alla Flotilla. Bernardini de Pace aveva spiegato di aver “appreso con sconcerto che il Partito Democratico e Verdi-Sinistra hanno proposto la candidatura della Global Sumud Flotilla per il prossimo Ambrogino d’Oro, l’onorificenza destinata da Milano (quindi da tutti i milanesi) ai cittadini che, con impegno civico, hanno dato lustro alla città. Questa iniziativa è gravemente inopportuna e profondamente offensiva per il significato che l’onorificenza dovrebbe conservare: premiare chi, con impegno autentico, ha onorato la città di Milano”.

    “La cosiddetta ‘flottiglia’ (promossa da movimenti ambiguamente Pro-Palestina e da circuiti di finanziamenti non trasparenti) – scriveva ancora l’avvocato – non ha distribuito cibo, non ha soccorso civili: ha messo in scena una provocazione politica, con finalità simboliche e mediatiche, ai limiti della legalità internazionale. Tutto questo non ha nulla a che vedere con il senso civico, la solidarietà o la promozione dell’immagine di Milano nel mondo”. E ancora: “L’antisemitismo mi fa orrore, anche perché tipico delle persone ignoranti. E ogni gesto che legittima, anche indirettamente, un’ambiguità ideologica, finisce per normalizzare un clima intollerabile, nel quale il disprezzo per Israele diventa alibi per nuovi pregiudizi antiebraici”.

    Per questo, “qualora tale indecorosa candidatura dovesse essere accolta, le comunico, sin d’ora, la mia volontà di restituire pubblicamente I’Ambrogino d’Oro, che ho ricevuto con orgoglio anni fa. Le chiedo, peraltro, di convocarmi, così da poterlo fare nello stesso giorno della cerimonia ufficiale di consegna ai rappresentanti della Flotilla, cosi che il mio gesto – non polemico ma etico – possa essere compreso nella sua portata simbolica” conclude la legale salutando il primo cittadino meneghino con “rispetto, ma con ferma indignazione”.

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