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    La polemica sull’abete da donare al Vaticano come albero di Natale a San Pietro: “Non tagliatelo”

    Di Giovanni Macchi
    Pubblicato il 15 Nov. 2022 alle 10:52 Aggiornato il 15 Nov. 2022 alle 10:53

    È arrivata fin dentro gli uffici Vaticani la questione intorno all’albero di Natale che dovrebbe adornare Piazza San Pietro nelle imminenti festività: il fotografo naturalista Dario Rapino ha chiesto con una lettera indirizzata a Papa Francesco che l’esemplare, un abete bianco che il Comune di Rosello, in provincia di Chieti, ha deciso di donare, non venga abbattuto. Anche il Wwf ha sposato la battaglia, ed è stata tirata in ballo perfino la Forestale. Negli ultimi giorni si è scoperto che l’albero in questione – alto trenta metri con un’età stimata di 200 anni – si trova in territorio di Agnone, che è confinante con Rosello.

    Non si trova quindi in Abruzzo, ma in Molise, e non ci sono le autorizzazioni della Regione Molise per il suo abbattimento. Le autorità hanno pertanto bloccato tutto in attesa di nuove disposizioni. “Avevamo deciso – spiega all’Adnkronos il sindaco di Rosello, Alessio Monaco – di procedere al taglio di un abete bianco in quella zona assieme al Comune di Agnone, perché quell’area è zona taglio. Lì, che non è area tutelata, sono in atto tagli da tempo. In ogni caso – prosegue –  abbiamo le autorizzazioni per tagliare in Abruzzo e, quindi, se ci sono problemi per quella pianta, ne troviamo un’altra nei nostri vivai regionali, dove ci sono abeti anche da 25 a 35 metri”.

    Dopo essere stato visionato dai giardinieri vaticani, recintato e imbracato per essere tagliato e trasportato in piazza San Pietro, l’albero al momento non si muove da dove è. L’abete è una specie sottoposta ai vincoli della Direttiva Habitat Cee e ricade in zona Sic, cioè in un sito di interesse comunitario, aree strategiche per la tutela di habitat di importanza europea, legati a specie animali o vegetali minacciate da estinzione. Una soluzione potrebbe essere scegliere un nuovo albero preso da un sito da taglio chiamato “Palena”. “Se ci sono problemi per quella pianta – dice il sindaco di Rosello – ne troviamo un’altra nei nostri vivai regionali, dove ci sono abeti anche da 25 a 35 metri”. Giacomo Castana, 31 anni, giardiniere di Varese e attivista che l’anno scorso ha scavalcato la staccionata di San Pietro per dimostrare che l’abete del Papa anche senza radici era ancora vivo, ha rivolto un appello proprio al sindaco di Rosello: “Sia il primo sindaco a rinunciare al taglio dell’abete, anziché l’ultimo a fare un gesto contro tutto e tutti”

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