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    Clima, gli Usa si ritirano dall’accordo di Parigi. Francia e Cina firmano l'”irreversibilità” del patto

    Il presidente Usa Donald Trump. Credit: Ansa

    L'amministrazione Trump ha dato il via al passo indietro dall'intesa sulla riduzione dei gas serra. Macron e Xi Jinping siglano un documento congiunto

    Di Donato De Sena
    Pubblicato il 5 Nov. 2019 alle 07:50 Aggiornato il 6 Nov. 2019 alle 11:40

    Clima, Usa si ritirano dall’accordo di Parigi

    Gli Stati Uniti si avvicinano a un grande passo indietro sulla lotta al cambiamento climatico. L’amministrazione Trump infatti (come annunciato dal presidente nelle settimane scorse) ha presentato formalmente la documentazione per ritirare gli Usa dall’accordo di Parigi, che prevede la riduzione dei gas serra a partire dal 2020. “Abbiamo scelto di seguire un modello realistico e pragmatico”, ha affermato il segretario di Stato Mike Pompeo.

    Il presidente francese Emmanuel Macron da parte sua invece ha rilanciato chiedendo “nuovi impegni” per il 2030, e con il presidente cinese Xi Jinping firmerà invece un documento congiunto sull’espressa “irreversibilità” del patto di Parigi, che fu sottoscritto a dicembre 2015.

    Gli Stati Uniti fuori dal patto a novembre 2020

    L’abbandono degli Stati Uniti, il secondo più grande paese responsabile delle emissioni di Co2, sarà effettivo tra un anno, il 4 novembre del 2020, un giorno dopo le elezioni presidenziali americane.

    Con l’annuncio dell’addio all’accordo Pompeo ha spiegato che l’accordo ha imposto “ingiusti oneri economici” agli Usa. La decisione americana potrebbe cambiare solo se alla Casa Bianca sarà eletto un altro presidente. Gli Stati Uniti sono l’unico Paese ad abbandonare gli sforzi globali per combattere il cambiamento climatico.

    Francia e Cina firmano l'”irreversibilità” del patto

    Macron e Xi Jinping firmeranno domani, 6 novembre, a Pechino un documento congiunto sulla espressa “irreversibilità” del patto sul clima di Parigi del 2017, dal quale gli Usa si avviano a uscire in un anno, secondo l’iter sul ritiro avviato il 4 novembre con la notifica all’Onu.

    Parlando ai giornalisti al seguito di Macron in visita di Stato in Cina, un funzionario dell’Eliseo ha espresso il “rammarico” della Presidenza francese per la mossa americana. “Ci rammarichiamo e questo non fa che rendere la partnership sino-francese sul clima e la biodiversità ancora più necessaria”, ha spiegato il funzionario.

    Il ritiro Usa dall’accordo di Parigi sarà efficace il 4 novembre del 2020, un giorno dopo le elezioni presidenziali americane in cui il presidente Donald Trump cercherà di conquistare un secondo mandato. Annunciando la mossa, il segretario Mike Pompeo ha ripreso i commenti del tycoon del 2017, secondo cui l’accordo sul clima ha imposto “ingiusti oneri economici” sugli Stati Uniti.

    La cooperazione tra Europa e Cina sulle riduzioni delle emissioni responsabili dell’effetto serra sarà “decisiva”, dopo la mossa Usa sul ritiro dall’accordo di Parigi del 2015.

    “Nuovi impegni per il 2030 e 2050”

    “Se vogliamo rispettare l’accordo di Parigi, dobbiamo migliorare i nostri impegni sulla riduzione delle emissioni e dobbiamo confermare nuovi impegni per il 2030 e il 2050”, ha detto Macron, rilanciando le ambizioni sui cambiamenti climatici, intervenendo al Ciie di Shanghai. “La cooperazione in tal senso tra Cina e Ue è decisiva”.

    Nei decenni passati il mondo ha beneficiato della globalizzazione, “ma abbiamo visto anche crescenti diseguaglianze. Dovremmo ricorrere all’unilateralismo, ai dazi e alla legge della giungla? È questa la strada da percorrere? Non penso”, ha affermato il presidente francese sulle tensioni partite dallo scontro tra Usa e Cina.

    “Questa non è la scelta della Francia o dell’Ue”, ha aggiunto Macron. “Vediamo le conseguenze della guerra commerciale e auspichiamo che un accordo possa essere raggiunto per allentare le tensioni”.

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