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Trapianto di capelli: le tecniche disponibili e perché la valutazione iniziale decide il risultato

Di Redazione TPI
Pubblicato il 22 Set. 2026 alle 10:52 Aggiornato il 23 Set. 2026 alle 09:15

La caduta dei capelli è un fenomeno piuttosto diffuso, che riguarda tanto gli uomini quanto le donne e che spesso comporta un disagio dal punto di vista psicologico. Vedere la chioma assottigliarsi incide sull’immagine di sé e può portare con sé problemi di autostima, imbarazzo nelle situazioni sociali, la tendenza a evitare fotografie o occasioni in cui ci si sente osservati. È un vissuto che accompagna spesso il diradamento, indipendentemente dall’età in cui compare.

Per questa ragione sono in molti a guardare al trapianto di capelli, una soluzione che permette di restituire densità alle zone diradate e di ritrovare il benessere con se stessi. Si tratta oggi di una procedura consolidata, con risultati stabili nel tempo e una diffusione in costante crescita.

Perché i capelli cadono, e perché non tutte le cadute sono uguali

Le cause che portano alla caduta dei capelli sono le più diverse. Guardando alla forma più diffusa del fenomeno, l’alopecia androgenetica, che secondo i Manuali MSD, nell’edizione per professionisti aggiornata a gennaio 2026, può riguardare oltre il 70% degli uomini e il 57% delle donne dopo gli ottant’anni, le ragioni sono da ricondurre alla predisposizione ereditaria e all’azione degli ormoni androgeni. Il meccanismo è quello della miniaturizzazione: nei soggetti predisposti il follicolo reagisce al diidrotestosterone accorciando il proprio ciclo di crescita, così che a ogni ricambio produce un capello più sottile, più corto e meno pigmentato del precedente, fino a generare una peluria che non copre più il cuoio capelluto. Il follicolo non muore, ma smette di produrre un capello visibile, ed è per questo che la calvizie procede per gradi anziché comparire all’improvviso. Nei maschi i primi segni possono comparire in qualunque momento dopo la pubertà, mentre la Società Italiana di Tricologia osserva che l’eziologia è multigenica e multifattoriale, e che al quadro ereditario possono aggiungersi fattori concomitanti come variazioni di peso, ipotiroidismo, stati di stress prolungato e disturbi dell’alimentazione.

Per le altre forme la caduta può essere dovuta a ragioni differenti, come un’alterazione sistemica che si ripercuote sul ciclo del capello: le carenze di ferro, ferritina o vitamina D e le disfunzioni tiroidee rientrano in questo gruppo, e hanno in comune il fatto che il follicolo resta integro, tanto che il ricambio tende a normalizzarsi quando il valore alterato viene corretto. Altrove la causa è locale. Un’infezione come la tinea capitis compromette il tessuto in cui il follicolo è inserito, mentre l’alopecia da trazione deriva da una sollecitazione meccanica ripetuta, prodotta da acconciature che tirano il capello per lunghi periodi, e si concentra lungo le zone perimetrali. Le forme cicatriziali costituiscono un quadro distinto, perché un processo infiammatorio porta alla sostituzione del follicolo con tessuto fibroso e l’area interessata non torna a produrre capelli.

Anche la distribuzione della caduta è un elemento di valutazione, perché un arretramento che segue una progressione riconoscibile ha un significato diverso rispetto a un diradamento uniforme o a una perdita a chiazze. Da questo inquadramento dipendono gli accertamenti da eseguire e le strade percorribili, ed è la ragione per cui la valutazione comincia dalla ricostruzione della storia clinica della persona.

Come funziona l’intervento e quali tecniche esistono

Il trapianto di capelli è un autotrapianto: i follicoli non provengono da un donatore esterno ma dal cuoio capelluto della stessa persona, prelevati nella fascia occipitale e nelle regioni laterali del capo. Quella zona ha una caratteristica che rende possibile l’intervento, perché i suoi follicoli sono geneticamente insensibili al diidrotestosterone, l’androgeno responsabile della miniaturizzazione. Una volta reimpiantati nell’area diradata conservano quella insensibilità, e per questo il capello che producono resta stabile nel tempo.

Attualmente è possibile intervenire adottando diverse tecniche, che determinano anche il costo del trattamento. Una delle più diffuse è senza dubbio la FUE, acronimo di Follicular Unit Extraction, in cui le singole unità follicolari vengono estratte una per una dalla zona donatrice, conservate in una soluzione dedicata e poi innestate nei canali aperti nell’area da trattare. Tra le tecniche c’è poi la DHI, Direct Hair Implantation, che riunisce i due passaggi in uno solo grazie a uno strumento chiamato CHOI Pen, un ago a punta circolare che raccoglie l’unità follicolare e la deposita direttamente nel cuoio capelluto.

Queste soluzioni, così come le altre principali tecniche, vengono ormai comunemente praticate anche nel nostro Paese, una possibilità che permette di intervenire senza compiere lunghi viaggi all’estero.

Per approfondire nel dettaglio costi e tecniche del trapianto di capelli in Italia è possibile consultare il sito di AraMedica, ambulatorio chirurgico autorizzato dalla Regione Puglia nato dai dieci anni di attività di Aratravel nel turismo medicale.

Come avviene la visita preliminare

Prima di qualunque decisione operatoria c’è una valutazione che deve accertare alcuni elementi precisi. Il primo è la capacità della zona donatrice, perché i follicoli disponibili sono in numero finito e il piano chirurgico va costruito su quel patrimonio senza esaurirlo, tenendo conto che la calvizie può progredire e richiedere un secondo intervento anni più tardi. Il secondo è lo stato della cute e la presenza di patologie del cuoio capelluto. Il terzo è l’anamnesi del paziente, che serve a inquadrare la caduta fra le cause elencate sopra e a individuare la strada più adatta.

Una delle modalità adottate per condurre questa valutazione è l’invio di fotografie alla struttura, prassi che la International Society of Hair Restoration Surgery contempla nelle proprie indicazioni sulle consulenze remote, dove le immagini di buona qualità figurano fra il materiale che il paziente deve fornire. Lo stesso metodo potrebbe però comportare dei limiti, dal momento che una fotografia restituisce l’aspetto complessivo del diradamento ma non tutti i parametri clinici che servono a decidere.

Per questa ragione, una clinica di riferimento come AraMedica ha scelto di condurre la valutazione preliminare tramite videochiamata oppure con una visita in sede, affidandosi per i pazienti fuori regione a una piattaforma che genera un modello tridimensionale utile alla pianificazione anche da remoto.

Dall’intervento al risultato: i tempi da conoscere

La seduta operatoria si svolge in anestesia locale e occupa diverse ore, in genere concentrate nella stessa giornata. Nei primi giorni compaiono crosticine nei punti di innesto e può presentarsi un gonfiore transitorio che interessa anche la zona degli occhi, legato all’anestesia. Sono manifestazioni di breve durata, che rientrano nel decorso ordinario.

Dalla seconda settimana si apre una fase che è utile conoscere in anticipo, perché i capelli trapiantati cadono. Si tratta di un processo del tutto normale: se ne va soltanto il fusto, mentre il follicolo resta in sede ed entra in una fase di riposo. Fra il secondo e il terzo mese la densità visibile può risultare inferiore a quella di partenza, dato che i fusti innestati sono caduti e la nuova crescita non è ancora partita. La ripresa si colloca in genere intorno al terzo o quarto mese, con capelli inizialmente sottili e poco pigmentati che si ispessiscono nelle settimane successive, mentre una densità apprezzabile si osserva verso il sesto mese. Il risultato completo si valuta a circa dodici mesi dall’intervento, con tempi più lunghi nella zona del vertice, dove la vascolarizzazione è minore.

È questo andamento, distribuito su un anno, a spiegare perché il percorso preveda controlli ravvicinati dopo l’intervento. Servono ad accompagnare il paziente nei mesi che seguono la seduta e a confrontare la progressione con i tempi attesi, così da seguire ogni passaggio insieme allo specialista.

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