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Parte “Operazione Risorgimento Digitale” di TIM, il progetto di educazione digitale per l’Italia

Operazione Risorgimento Digitale TIM. Credit: TIMNewsroom

Tra gli ospiti alla presentazione del progetto anche la ministra dell'Innovazione Paola Pisano e il Commissario Straordinario per l'attuazione dell'Agenda Digitale Luca Attias

Di Nicola Simonetti
Pubblicato il 28 Ott. 2019 alle 19:49

Pochi giorni al lancio di “Operazione Risorgimento Digitale” di TIM

Mancano pochi giorni al lancio di “Operazione Risorgimento Digitale“, il progetto di educazione digitale firmato TIM che è stato presentato oggi, lunedì 28 ottobre, all’Auditorium Ara Pacis di Roma.

Guidata dalla TIM Academy che fa leva su oltre 400 formatori TIM, l’iniziativa ha l’obiettivo di diffondere le competenze digitali necessarie per accedere alle grandi opportunità offerte da Internet. Il programma formativo offrirà 20mila ore di lezione entro la fine del 2020, coinvolgendo associazioni varie tra cui centri anziani, centri di aggregazione e polisportive.

“Operazione Risorgimento Digitale” di TIM interesserà principalmente le persone rimaste fuori dall’economia digitale affinché imparino a navigare in rete, comunicare, e usufruire dei servizi di cittadinanza digitale. Il programma includerà 3 format diversi da 2 ore ciascuno, indirizzati rispettivamente ai cittadini, ai dipendenti comunali e alle piccolo-medie aziende.

A questo si aggiungeranno varie opportunità in piazza, in cui la TIM adibirà alcuni truck a veri e propri punti d’ascolto in cui i cittadini potranno recarsi per apprendere strumenti concreti che migliorano la vita quotidiana.

L’iniziativa partirà da Marsala l’11 novembre e mira a coinvolgere oltre 1 milione di cittadini e 107 province con un focus sui centri tra i 10mila e i 60mila abitanti, che ospitano il maggior numero di persone che non usano internet o ne fanno un uso occasionale.

Sindaci italiani coinvolti in “Operazione Risorgimento Digitale” di TIM. Credit: TIMNewsroom

Obiettivo: insegnare Internet e le nuove tecnologie a 1 milione di persone

Durante l’evento di presentazione di “Operazione Risorgimento Digitale” di TIM sono intervenuti vari ospiti, tra cui Luigi Gubitosi, Amministratore Delegato di TIM.

“Siamo particolarmente lieti di annunciare oggi, alla vigilia dell’Internet Day, questo importante progetto con il quale TIM va a incontrare le persone sul territorio per insegnare a usare Internet e le nuove tecnologie – ha esordito Gubitosi questa mattina-. Intendiamo così offrire un grande percorso di inclusione digitale che ha l’obiettivo di estendere, a coloro che fino a oggi ne sono esclusi, la diffusione delle competenze e delle conoscenze necessarie a usufruire delle numerose opportunità che la trasformazione digitale in atto offrirà sempre di più nella vita quotidiana di tutti noi”.

Gubitosi ci ha tenuto a sottolineare i grandi progressi del nostro Paese rispetto a molte altre nazioni europee. “Sulla banda larga siamo avanti, mentre sull’ultra-broadband siamo ancora indietro. [“Operazione Risorgimento Digitale”] è un progetto enorme, un regalo che facciamo all’Italia per il 50esimo compleanno di TIM. Come azienda dobbiamo pensare alle responsabilità che abbiamo nei confronti del Paese”. Quindi, Gubitosi ha esaltato l’importanza del 5G come abilitatore del progetto.

 

“Mi sono reso conto che laddove avevamo creato buoni servizi c’era un problema di penetrazione dei servizi stessi”

Tra gli altri ospiti presenti, ha preso la parola Luca Attias, Commissario Straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale. Il Commissario ha colto l’occasione per rilasciare nuove dichiarazioni a proposito di IO, l’app per i servizi pubblici in Italia.

“Mi sono reso conto che laddove avevamo creato buoni servizi c’era un problema di penetrazione dei servizi stessi” – ha spiegato Attias -. “Entro marzo 2020 IO sarà negli store, ma bisogna arrivarci con tutte le tutele di sicurezza.”

Tornando poi all’alfabetizzazione digitale, ha commentato: “C’è un gap generazionale, ma non una resistenza anagrafica. È un problema in gran parte di consapevolezza. I nativi digitali rischiano più di tutti perché passano tanto tempo sulle piattaforme digitali, rischiando di perdere le competenze sviluppate da adulti e anziani. Ho personalmente scritto a Piero Angela per sottoporgli il problema dell’alfabetizzazione digitale e anche lui è diventato parte integrante della soluzione con Super Quark”.

Luca Attias all’evento TIM Operazione Risorgimento Digitale

La Ministra Pisano: “Dobbiamo fare uno sforzo d’inventiva”

A chiudere l’evento sono intervenuti Renzo Arbore, la Direttrice del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni Nunzia Ciardi, e la Ministra dell’Innovazione Paola Pisano.

Il cantautore e disc jockey italiano, difatti, non solo è un grande fruitore delle piattaforme online, ma è anche stato il primo in Italia a lanciare nel 2007 una diretta live dal proprio cellulare. Così facendo, Arbore ha anticipato quella che è oggi una delle pratiche più diffuse al mondo.

Riprendendo alcune affermazioni del disc jockey, Ciardi ha sottolineato l’importanza di affiancare la sicurezza all’alfabetizzazione digitale. “La divulgazione è fondamentale, – ha esordito Ciardi -. “Crediamo che la prevenzione svolga un ruolo essenziale perché nessuno di noi è preparato fino in fondo a una rivoluzione così imponente come quella digitale”.

Tuttavia, la Direttrice della Polizia Postale ha evidenziato uno dei principali pericoli del web. “La sfida da vincere è l’equilibrio tra inclusione totale e sicurezza informatica. Se vado in banca e prelevo i soldi, sono allenato a stare attento, a nasconderli, a metterli velocemente in borsa. Ma quando tutto è a portata di click la soglia di attenzione è solitamente inferiore”. Il compito della Polizia Postale è perciò quello di allenare i cittadini a rafforzare il proprio livello di controllo.

Paola Pisano interviene all’evento TIM. Credit: TIMNewsroom

Prima dei ringraziamenti, la Ministra Pisano ha raggiunto Arbore sul palco, commentando che “Operazione Risorgimento Digitale” di TIM “poggia sulla collaborazione pubblico-privato e su alcuni principi cardine: la cultura digitale e la cittadinanza digitale. Dobbiamo anche fare uno sforzo d’inventiva perché gli altri Paesi già insegnano l’intelligenza artificiale a scuola, ma l’Italia ancora no”.

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