Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Menu
  • Esteri
  • Home » Tecnologia

    Alcuni tra gli esperti più autorevoli nel settore dell’I.A. stanno scappando dal business. E stanno dicendo che il mondo è in pericolo

    Una serie di dimissioni stanno agitando il settore dell’intelligenza artificiale

    Di Niccolò Di Francesco
    Pubblicato il 6 Mar. 2026 alle 16:15

    Nei giorni scorsi è diventata virale la lettera di dimissioni presentata, e pubblicata su X, di Mrinank Sharma, responsabile della sicurezza AI di Anthropic, che ha deciso di lasciare una delle società più importanti nel settore dell’intelligenza artificiale lanciando un inquietante avvertimento sulla crisi dei valori nell’industria dell’AI. Quella di Sharma è solo l’ultima di una serie di dimissioni che stanno agitando il settore dell’intelligenza artificiale. “Il mondo è in pericolo. E non solo per l’AI o le armi biologiche, ma per un’intera serie di crisi interconnesse che si stanno manifestando proprio in questo momento” ha scritto l’ex ricercatore di Anthropic in una lettera inviata ai suoi colleghi in cui motiva le sue dimissioni dall’azienda. Nella missiva, che contiene riferimenti letterali a poeti quali Rainer Maria Rilke e Mary Oliver, Sharma esprime tutti i suoi dubbi etici e i timori per una crescita tecnologica senza controllo.

    Il ricercatore sottolinea l’importanza dell’Intelligenza Artificiale contro, ad esempio, il bioterrorismo ma avverte: “Ho sperimentato quanto sia difficile lasciare che siano i valori che ci appartengono 
a governare le nostre azioni”. Uno dei progetti a cui lavorava Mrinank Sharma, infatti, era incentrato su come gli assistenti AI potessero allacciare relazioni con gli umani tali 
da distorcerne la condizione di umanità. L’ex dipendente di Anthropic, dunque, denuncia una frattura tra valori e realtà. L’aspetto più sorprendente della lettera, però, è forse quella relativa ai piani futuri del ricercatore, il quale ha dichiarato di volersi concentrarsi sulla scrittura, sulla poesia e sul lavoro sociale. “Spero di seguire un corso di laurea in poesia e dedicarmi alla pratica del discorso coraggioso”
ha dichiarato Sharma che poi ha rivelato la sua intenzione di voler collocare “la verità poetica accanto alla verità scientifica come modi ugualmente validi di conoscere, entrambi essenziali quando si sviluppa nuova tecnologia”.

    Le dimissioni di Mrinank Sharma non sono certo una novità nel mondo dell’AI, anzi. Altri ricercatori, tra cui Harsh Mehta e Behnam Neyshabur, hanno recentemente lasciato Anthropic per “iniziare qualcosa di nuovo”. Zoë Hitzig, ricercatrice di OpenAI, ha annunciato 
le sue dimissioni in un editoriale sul New York Times denunciando il rischio che OpenAI stia abbandonando il suo impegno originario per privilegiare una monetizzazione aggressiva basata sulla profilazione dei dati personali più intimi e sensibili.

    Leggi l'articolo originale su TPI.it
    Mostra tutto
    Exit mobile version