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Oscar Tabarez, l’allenatore che “dimentica” la malattia per amore dell’Uruguay e del calcio

L'allenatore dell'Uruguay Oscar Tabarez

Il commissario tecnico impegnato ai Mondiali 2018 è affetto da una neuropatia periferica

Di Anton Filippo Ferrari
Pubblicato il 6 Lug. 2018 alle 15:45 Aggiornato il 6 Lug. 2018 alle 15:58

Dedizione, passione e garra. Tanta garra. Oscar Tabarez è forse la vera sorpresa dell’Uruguay. Il commissario tecnico della Celeste, colpito da una neuropatia periferica, una patologia che colpisce il sistema nervoso e che paralizza progressivamente gli arti, non ha voluto abbandonare i suoi ragazzi in occasione dei Mondiali di Russia 2018.

QUI IL PROGRAMMA DEI QUARTI DI FINALE DEL MONDIALE 2018

Tabarez infatti, fin dai primi giorni dal manifestarsi della malattia (resa nota nel luglio del 2016), ha saputo rialzarsi psicologicamente e fisicamente, non rinunciando alla sua panchina e dando una dimostrazione di attaccamento ai suoi giocatori e non solo. Un esempio da seguire.

Passione e amore per il calcio che hanno spazzato via tutte le difficoltà come si è potuto notare anche durante la prima partita della sua nazionale a Russia 2018, quando la gioia per il primo successo ai danni dell’Egitto – arrivato al 90’ minuto con un colpo di testa di Gimenez – gli ha fatto dimenticare tutto. Anche le stampelle rimaste in panchina mentre lui alzava le braccia al cielo come un ragazzino.

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Scena che è stata notata dai tanti appassionati di calcio che hanno riversato su Tabarez amore e affetto tramite i vari social network.

Vedere “il Maestro” (soprannominato così visto il suo passato da insegnate liceale) lottare a  71 anni contro la malattia per amore del calcio lo ha reso un simbolo. Non solo in Uruguay dove è una vera e propria icona. Ma anche nel resto del mondo. In primis in Italia dove Tabarez ha anche allenato negli anni ’90 Cagliari e Milan.

Dopo il Mondiale addio al calcio? Niente affatto. Tabarez non ha intenzione di mollare: “A volte sto meglio,a volte sto peggio. Ma, sino a quando Dio me lo permetterà, continuerò ad allenare”, le sue parole cariche di orgoglio e amore per il calcio. Il suo calcio.

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