Capolavoro Italia. La spedizione degli azzurri agli Europei di atletica si è chiusa ieri con un’apoteosi: primo posto nel medagliere finale davanti ai padroni di casa della Gran Bretagna. Una chiusura in bellezza grazie prima ad una chirurgica Larissa Iapichino nel salto in lungo, poi alla staffetta 4×400 maschile di Edoardo Scotti, Luca Sito, Mohamed Soudassi e Lorenzo Benati (finale da cardiopalma che ha visto la staffetta tricolore prevalere per soli tre centimetri). L’Italia ha toccato così quota 22 medaglie gli Europei di Birmingham con 10 ori, 6 argenti e 6 bronzi.
La giornata si era aperta al mattino con due argenti nella maratona (quello di Pietro Riva e quello femminile a squadre) e in serata anche il bronzo della 4×400 femminile di Alessandra Bonora, Anna Polinari, Alice Mangione ed Eloisa Coiro.
“E’ l’Italia più forte di sempre – ha detto senza riserve il dt della nazionale Antonio La Torre -. “Questa spedizione è meglio di quella di Roma. Abbiamo reso quasi ripetibile ciò che sembrava irripetibile. Competere in una Nazione che ha una cultura immensa, e riuscire a tenere testa fino alla fine alla Gran Bretagna, è qualcosa di superlativo. Da questa spedizione nasce una grandissima spinta per il biennio prossimo: Los Angeles 2028 destination”.
“L’infortunio di Jacobs poteva far girare la settimana in un altro modo – ha proseguito La Torre -. Ci siamo subito riuniti e i capitani hanno dato la spinta agli altri: dentro una squadra forte tutti si sentono coinvolti e diventano più forti. Deve essere lo spirito dei prossimi due anni. L’eccezionalità di Tokyo non è stata ripetuta ma quasi: chiaramente questa non è l’Olimpiade ma sto parlando di mentalità. Stano si è svegliato, ha letto della vittoria di Gimbo Tamberi e si è caricato tantissimo: questo è il clima che si è respirato per tutta la settimana”. Calato il sipario sulla rassegna continentale lo sguardo è già oltreoceano: tra due anni i Giochi di Los Angeles.
“Il debriefing si farà tra un mese, vedremo cosa c’è da modificare – ha sottolineato La Torre -. Abbiamo una fortuna: la pressione delle nuove generazioni sta svegliando anche alcuni che si erano un po’ seduti. L’obiettivo è portare tanta forza, energia e talento giovane alle Olimpiadi. Il prossimo anno Kelly Doualla comincerà a fare l’atletica ‘dei grandi’. Avremo derby in famiglia nel lungo con gli Inzoli, oltre al ritorno di Furlani”.
Le medaglie
I 10 ori sono arrivati con Larissa Iapichino nel salto in lungo, la 4×400 maschile, Leonardo Fabbri nel getto del peso, Nadia Battocletti nei 5.000 e nei 10.000 metri, Dariya Derkach nel salto triplo, Gianmarco Tamberi nel salto in alto, Massimo Stano e Sofia Fiorini nella marcia sulla distanza della maratona e Andy Díaz Hernández nel salto triplo.
Sei gli argenti: Zane Weir nel peso, Sara Fantini nel martello, Francesco Fortunato e Alexandrina Mihai nella mezza maratona di marcia, Pietro Riva nella maratona e la squadra italiana nella classifica a squadre della maratona femminile.
Sei i bronzi, conquistati dalla staffetta 4×400 femminile Micol Majori nei 5.000 metri, Matteo Sioli nel salto in alto, Fausto Desalu nei 200 metri, Andrea Cosi nella mezza maratona di marcia e Andrea Dallavalle nel salto triplo.
Medagliere
La classifica finale:
- Italia: 10 ori, 6 argenti, 6 bronzi (22 medaglie totali)
- Gran Bretagna: 9 ori, 8 argenti, 2 bronzi (19 medaglie totali)
- Germania: 6 ori, 10 argenti, 5 bronzi (21 medaglie totali)
- Paesi bassi: 5 ori, 3 argenti, 6 bronzi (14 medaglie totali)
- Norvegia: 4 ori, 2 bronzi (6 medaglie totali)
- Svizzera: 3 ori, 3 argenti, 1 bronzo (7 medaglie totali)
- Spagna: 2 ori, 2 argenti 4 bronzi (8 medaglie totali)
- Svezia: 2 ori, 1 argento, 2 bronzi (5 medaglie totali)
- Irlanda: 2 ori, 1 argento 1 bronzo (4 medaglie totali)
- Finlandia: 2 ori, 1 argento, 0 bronzi (3 medaglie totali)