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Alex Schwazer positivo all’Epo: “Sono innocente ma non mi difenderò. Non ho più la forza”

Credit: AGF

Le parole dell'atleta dopo la nuova positività al doping

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 22 Giu. 2026 alle 16:23 Aggiornato il 22 Giu. 2026 alle 16:24

Alex Schwazer proclama la sua innocenza dopo essere stato trovato positivo all’Epo: l’atleta italiano ha commentato in una conferenza stampa quanto reso noto dalla Nada, l’Agenzia Nazionale Antidoping della Germania. La Nada, che lo ha sospeso in via cautelare, ha infatti dichiarato di aver trovato tracce di eritropoietina “sia nei campioni di urina sia in quelli di sangue” in seguito a un controllo antidoping effettuato dopo la maratona dei campionati tedeschi del 26 aprile scorso che l’atleta aveva vinto con il terzo tempo al mondo e record italiano di 3h01’55. “Venerdì mattina ho ricevuto una mail, una notifica che incredibilmente parla di positività all’eritropoietina per la gara che ho fatto in Germania ad aprile. Io sono innocente, io non ho assunto Epo, né altre sostante vietate. Stavolta non mi difenderò più perché non ho più la forza di farlo” ha dichiarato Schwazer.

L’atleta ha quindi aggiunto: “Ormai ho 41 anni, una bellissima famiglia, la mia vita. Un lavoro che non ha nulla a che fare con lo sport agonistico. Non voglio rimettermi in una battaglia che mi può anche sfinire completamente al livello psicologico. Non faremo più nulla, possono fare quello che vogliono, tanto lo fanno comunque. Non me ne importa nulla, perché è troppo importante la mia vita, sono troppo importante io come persona. Chiederò le controanalisi, a patto che sia controllato anche una riserva di urina che Sandro Donati si è portato a casa. Altrimenti rinuncio, perché non ho nessuna fiducia nel sistema”. Giulia Mancini, manager di Schwazer dal 2008, ha poi letto un intervento di Sandro Donati: “Posso solo esprimere sorpresa, incredulità e amarezza per la nuova positività di Alex. Ho allenato Schwazer fino al 2016, quando ha chiuso la sua attività. Sono sempre rimasto in buoni rapporti con Alex, anche quando ha ripreso con un altro allenatore. Ero presente alla gara di Francoforte e sono riuscito a ottenere una terza provetta di urina, spero si voglia procedere all’esame di questa urina”.

Successivamente ha preso la parola l’avvocato Gerhard Brandstätter, che ha dichiarato: “Bisogna discernere dal ruolo di amico, da quello del professionista. Avete sentito Alex, non vuole più difendersi perché non è più motivato a combattere. È un’atleta vecchio, un uomo giovane. Ma da avvocati dobbiamo sottolineare cose importanti: Alex era stato avvisato da tutti, anche da noi. Se rientri, rischi un incidente da qualche parte. Tutti quelli presenti, tutti quelli che ci ascoltano: andare a un campionato tedesco, sapendo che c’è il controllo antidoping, e uno ci va serenamente come Alex: uno ci va solo se è tranquillo e sereno. Ma che non ci fosse fiducia, lo dimostra il fatto che è stato chiesto a Francoforte una terza provetta di urina ed è stata richiesta una terza provetta per il sangue. C’è nero su bianco: rifiutata la richiesta di una provetta di sangue. Bisogna dar atto al professor Donati di essersi fatto consegnare una terza di urina. Siccome siamo sicuri che Alex è innocente, siamo sereni anche se capiamo che non ha voglia di combattere, abbiamo già firmato l’istanza delle controanalisi delle provette A e B, a condizione che venga analizzata anche questa provetta che può dimostrare l’assoluta innocenza di Alex. Se vogliono la ricerca della verità, devono analizzare anche questa. Aspettiamo questa risposta”.

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