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Sanremo cerca la svolta: come sarà il Festival di De Martino?

AGF

La Rai punta forte sul conduttore di Affari Tuoi per rilanciare il Festival, che ha dimostrato di aver bisogno di un'evoluzione nel racconto per tornare ad essere un evento, anche sul piano televisivo. Le questioni sul tavolo e qualche suggerimento non richiesto per il nuovo direttore artistico

Di Antonio Scali
Pubblicato il 3 Mar. 2026 alle 14:53 Aggiornato il 3 Mar. 2026 alle 16:50

Il Festival di Sanremo ha un nuovo condottiero. L’edizione appena archiviata ha messo in luce un fatto: c’è bisogno di un cambio di passo, di idee nuove per costruire un nuovo racconto. Il Sanremo contiano che ci siamo lasciati alle spalle è stato infatti privo di guizzi, a tratti noioso, con pochi spunti autorali. E lo stesso conduttore ci è sembrato quasi svogliato, con il pilota automatico inserito per portare a termine le serate senza lasciare spazio alle sorprese. Un Festival di transizione, normalizzato, senza infamia e senza lode. Non è successo quasi nulla di eclatante, neppure un imprevisto che facesse notizia, quel'”anello che non tiene”, come avrebbe detto Montale, a volte utile per dare una scossa. Non passerà alla storia come uno dei più belli, ma neanche tra quelli da dimenticare al più presto. Un limbo dal quale, però, è necessario uscire. Gli ascolti sono stati in calo rispetto al passato, anche se hanno retto e sono cresciuti nel corso delle serate: cosa non scontata dopo un inizio non esaltante.

Ma serve un’evoluzione creativa, per far tornare Sanremo quell’evento unico che è stato negli anni passati, e che con questa normalizzazione in atto ha perso in parte il suo smalto. Non è un caso, allora, che la Rai abbia deciso – con un inedito annuncio in diretta nel corso dell’ultima serata del Festival – di puntare tutto su Stefano De Martino. Il conduttore di Affari Tuoi è ormai il volto di punta del servizio pubblico. Questo rilancio allora non poteva che partire da lui. Giovane, bello, rassicurante, piace ai ragazzi e alle mamme, sa creare empatia con la gente comune, senza ergersi su un piedistallo e sentirsi superiore rispetto a chi lo circonda. Fa una tv orgogliosamente nazionalpopolare, non di nicchia, capace di divertire senza troppe pretese. Come direbbe Antonella Clerici, “sa di sugo”. Ha dimostrato doti da showman (andatevi a rivedere su RaiPlay il suo spettacolo Meglio stasera!), è un ottimo ballerino e intrattenitore, pur senza dimenticarsi di aver fatto anche lavori più umili come il fruttivendolo o il parcheggiatore.

La guida di Sanremo è quindi per questo ragazzo partito da Torre Annunziata l’occasione della vita, da giocarsi al meglio per fare il salto definitivo e diventare il conduttore per eccellenza dei prossimi lustri. E anche per rispedire al mittente alcune critiche di queste ore, dalle presunte amicizie politiche alle scarse competenze musicali. Certo, De Martino ha macinato ancora pochi chilometri nella prima serata di Rai 1, ad esclusione di qualche speciale di Affari Tuoi, in cui comunque ha dimostrato di saper reggere il peso della diretta. Senza dubbio, come ha detto ieri al Tg1, la sua intenzione è quella di scrivere “una nuova pagina” del Festival.

C’è dunque da attendersi più di qualche novità in vista di Sanremo 2027. Per far tornare la kermesse, come dicevamo, un evento atteso da tutti. In primis, il Festival deve recuperare a pieno la sua identità da grande show televisivo. E allora, per dare più ritmo alle serate, un primo cambiamento che ci auspichiamo nel nostro piccolo venga attuato è quello di ridurre il numero delle canzoni in gara. Come si è visto, trenta sono davvero troppe, specie se non tutte risultano poi indimenticabili. Una scaletta così fitta riduce giocoforza i momenti a disposizione per fare show, per dare più spazio agli ospiti, per creare attimi televisivi che restino nelle teche Rai. Un numero più congeniale sarebbe allora intorno ai 25 brani in gara.

E poi c’è il tema della qualità e della caratura delle canzoni. Su questo senz’altro De Martino si farà affiancare da chi ne sa più di lui. Quest’anno sono in parte mancati i veri Big, gli artisti che riempiono palazzetti e stadi e dominano le classifiche. Bisogna allora creare un clima di rinnovata fiducia verso il Festival per spingere le case discografiche a far tornare i loro pezzi da novanta all’Ariston.

Ci sembra poi interessante l’analisi del mai banale Giancarlo Magalli che nello studio de La volta buona di Caterina Balivo, parlando di De Martino, ha chiosato: “Sono sicuro che farà molto bene se non si porta dietro qualche scimmietta… A chi mi riferisco? Si tratta di un palco importante, quindi deve capire che se si deve portare qualcuno deve essere altrettanto rilevante…”. E in effetti se il nuovo pupillo della Rai vorrà davvero diventare grande, dovrà prima o poi sapersi anche affrancare dalla solita compagnia di giro e camminare sulle proprie gambe. Senza ovviamente ripudiare le amicizie più care che gli danno serenità e certezze. Ma il palco di Sanremo, evidentemente, non è una puntata di Stasera tutto è possibile. E allora anche sulla scelta di ospiti e “co-co” ci aspettiamo uno Stefano che sappia stupirci. Affinché non siano dei semplici orpelli chiamati solo ad annunciare il prossimo cantante in gara (come spesso accaduto di recente), ma sappiano lasciare il segno e dare un contributo in più allo show.

Alcune novità, infine, potrebbero riguardare il regolamento della kermesse, uno dei primi punti da costruire in vista della prossima edizione. Per esempio, è bene far cantare tutti i big già dalla prima serata, o forse si potrebbe pensare di spalmarli su due sere, in modo da non appesantire troppo l’opening e poter lasciare più spazio al varietà? L’edizione appena conclusa ha poi posto chiaramente il tema giurie. Una parte dei colleghi accreditati in Sala Stampa ha chiesto di essere tenuta fuori dalle votazioni ufficiali, per non influire sulla classifica finale e non svuotare il peso del Premio della Critica Mia Martini. Cosa pensa a tal proposito il nuovo direttore artistico? Può avere senso lasciare tutto in mano al televoto, e far sì che sia la gente da casa a decidere l’esito del Festival? O si potrebbe pensare, per esempio, di reintrodurre il voto dell’orchestra?

Tante domande, e qualche spunto, ai quali nei prossimi mesi De Martino sarà chiamato a dare delle risposte. “Sto iniziando a pedalare”, ha ammesso. L’augurio allora è che davvero con questa nuova guida Sanremo possa scrivere una nuova pagina della sua gloriosa storia: lo merita De Martino, ma lo merita soprattutto il Festival.

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