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Sapiens – Un solo pianeta: le anticipazioni sulla puntata di oggi, 16 maggio

Credit: AGF
Di Anton Filippo Ferrari
Pubblicato il 16 Mag. 2026 alle 17:44

Sapiens – Un solo pianeta: le anticipazioni sulla puntata di oggi, 16 maggio 2026

Stasera, sabato 16 maggio 2026, alle ore 21.20 su Rai 3 va in onda Sapiens – Un solo pianeta, l’appuntamento con la divulgazione scientifica e ambientale condotto da Mario Tozzi.

È vero che nelle grotte gli antichi Sapiens si mettevano in contatto con l’Aldilà? Perché le grotte sono archivi geologici che parlano della storia della Terra? Che cosa raccontano le grotte sull’evoluzione dei Sapiens? Come funziona il carsismo e come si formano le stalattiti e le stalagmiti? Quale mistero si nasconde dietro il misterioso uomo di Altamura? Quante probabilità di salvarsi ci sono se si rimane intrappolati in una grotta? Questi sono solo alcuni degli interrogativi al centro del nuovo appuntamento con “Sapiens – Un solo Pianeta”.

L’esplorazione speleologica è l’ultima vera avventura geografica su un pianeta che non ha quasi più misteri. Le grotte non sono solo spazi vuoti e silenziosi, ma archivi biologici e geologici che parlano della storia del pianeta e dell’evoluzione. Sono il frutto di un lavorio della Terra, un pianeta dinamico e attivo. Qui i millenni vengono scolpiti nel calcare preservando tracce di climi scomparsi che fuori il vento e la pioggia hanno cancellato. La luce è la grande assente, ma la vita sfida l’impossibile consentendo a creature straordinarie di fiorire nel silenzio e nell’oscurità. Per raccontarle Mario Tozzi ha fatto un giro per il mondo dove il carsismo è all’origine di questi affascinanti paesaggi sotterranei, popolati di stalattiti e stalagmiti. In Italia si scende nella grotta di Pertosa Auletta, nel Cilento, dove prosperano animali che in milioni di anni si sono adattati a questo mondo, perdendo la vista e la pigmentazione. Il carsismo è la sua genesi. Sotto il fiume Negro che la attraversa si cela un reperto dell’età del bronzo forse unico al mondo, quel che resta di un villaggio di palafitte costruito dai Sapiens per accedere a un’area altrimenti inaccessibile.

Nel periodo di passaggio tra l’età del bronzo e quella del ferro la grotta assume un valore sacro come testimoniano i 300 vasi in miniatura ex voto, utilizzati per raccogliere l’acqua del fiume sacro. Esplorare oggi questa grotta significa scoprire il lavorio della natura, dell’acqua e della chimica lungo millenni. Dalle sue pareti si propagano stalattiti che sfidano la legge di gravità distribuendosi come sculture astratte. Milioni di anni fa qui non c’erano né questa grotta né questa montagna. C’era un mare caldo e tropicale, pieno di vita. Sul suo fondale una pioggia incessante e invisibile di gusci di microrganismi, conchiglie e scheletri di creature marine si depositava strato dopo strato, in un accumulo lentissimo di carbonato di calcio. In una fedelissima ricostruzione della grotta di Chauvet, in Francia, artisti del Paleolitico hanno lasciato pitture rupestri che nulla hanno da invidiare all’arte moderna e contemporanea e che rappresentano quel Pantheon preistorico di divinità animali rimasto a lungo imperante sulla Terra, il più longevo, che ha resistito fino all’avvento dell’agricoltura.

Ci si immerge, inoltre, fin nelle profondità della grotta di Altamura, in Puglia, dove, prima troupe televisiva, ci si avvicina a un reperto archeologico eccezionale: il fossile dell’Uomo di Altamura, un uomo di Neanderthal nel migliore stato di conservazione mai ritrovato finora.

E ancora si procede nella grotta dei Cervi, in Puglia, scoperta nel 1970. Sulle sue pareti 3000 pittogrammi di 5000 anni fa, opere di grande sapienza figurativa, la Cappella Sistina del Neolitico.
In questo mondo-di-sotto le grotte sono state un rifugio per essere protetti dalle intemperie e dai predatori, ma anche i luoghi delle prime espressioni della mente simbolica che è all’origine delle pitture rupestri. Sulle pareti delle grotte, alla luce di flebili fiaccole, i Sapiens hanno iniziato a raccontare storie e a coltivare il sacro, riflettendo su sé stessi e sull’Aldilà.

Le grotte sono vuoti sotterranei generati dal processo carsico di dissoluzione della roccia a causa dell’azione dell’acqua e sono luoghi impervi e ostili sfavorevoli allo sviluppo della vita, nicchie ecologiche per microrganismi che tollerano condizioni di vita estreme. Studiarle può dare un enorme contributo alla comprensione dei processi che hanno portato all’origine e allo sviluppo della vita sulla Terra.

Streaming e tv

Dove vedere Sapiens – Un solo pianeta in diretta tv e live streaming? Il programma va in onda, come detto, oggi – sabato 16 maggio 2026 – alle ore 21.20 su Rai 3. Sarà possibile seguirlo anche in live streaming tramite la piattaforma gratuita RaiPlay.it.

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