Un inizio a dir poco insolito per questa finale del Festival di Sanremo 2026. Carlo Conti, affiancato da Laura Pausini e della giornalista del Tg1 Giorgia Cardinaletti hanno aperto con un pensiero per la pace, dopo l’attacco di questa mattina di Usa e Israele all’Iran. “Buonasera, prima di iniziare volevamo fare una riflessione alla luce di quello che sta accadendo”, ha detto il direttore artistico.
Poi ha preso la parola Cardinaletti. “Questa è una storia molto complessa che ha in sé una grossa contraddizione: vorremmo tutti il popolo iraniano libero, dall’altro lato c’è un conflitto di cui non conosciamo l’esito e il ruolo del servizio pubblico è cercare di capire e di raccontarvi cosa succede, lo stiamo facendo e continueremo a farlo”, ha detto la giornalista.
“Anche noi viviamo una contraddizione: da un lato siamo qui per festeggiare il vincitore del Festival, ma non possiamo ignorare cosa sta accadendo nel mondo. 500 milioni di bambini attualmente sono coinvolti in 56 conflitti. Facciamo nostro l’appello dell’Unicef affinché vengano protetti i bambini, ha aggiunto Conti. “I bambini hanno diritto di sognare, non di dover fuggire per le bombe. Basta odio”, ha chiosato Pausini.