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Le cause della morte di Pippo Baudo: l’omaggio al grande conduttore a Sanremo 2026

AGF
Di Redazione TPI
Pubblicato il 24 Feb. 2026 alle 19:03 Aggiornato il 24 Feb. 2026 alle 19:05

Le cause della morte di Pippo Baudo: l’omaggio al grande conduttore a Sanremo 2026

Il Festival di Sanremo 2026 si aprirà con un emozionante omaggio a Pippo Baudo, fortemente voluto dal conduttore e direttore artistico di Carlo Conti. Baudo infatti, che di Sanremo ne ha condotti 13, è stato quello che più di tutti ha innovato e lasciato la sua impronta alla kermesse nel corso dei decenni. Morto il 16 agosto 2025, a 89 anni, è stato l’ultimo dei giganti della tv italiana delle origini. Questo dunque è il primo Sanremo da quando Pippo Baudo ci ha lasciato. Ma quali sono state le cause della morte del grande conduttore?

Nel corso della sua attività ha condotto numerose edizioni di varietà come Settevoci, Canzonissima, Domenica in, Fantastico, Serata d’onore, Novecento e il Festival di Sanremo, di cui detiene il record di ben 13 conduzioni tra il 1968 e il 2008. È anche stato direttore artistico della manifestazione in sette delle tredici edizioni condotte.

Baudo era malato da tempo e si è spento in ospedale, al Campus Biomedico di Roma, circondato dagli affetti delle persone più care e con il conforto dei sacramenti. L’ultima apparizione pubblica risale alla festa per i 90 anni di Pierfrancesco Pingitore, qualche mese prima della morte. Giorgio Assumma, avvocato e amico del presentatore, in un’intervista ha spiegato: “Pippo ha avuto un indebolimento neurologico alle gambe che lo ha condizionato molto. In più, vedeva poco e cercava di nascondermelo, mi individuava attraverso la provenienza della mia voce. Tutte le volte che andavo a trovarlo, uscivo con un senso di angoscia. Gli ultimi mesi li ha passati chiuso in casa, non è quasi mai uscito se non per andare al compleanno di Pingitore del Bagaglino, aveva difficoltà a incontrare la gente. Anche con me, che l’ho conosciuto da giovane, a 25 anni quando dalla Sicilia venne per il provino alla Rai (e mi disse se va male mi prenda a lavorare nel suo studio con lei), nell’ultimo periodo preferiva lunghe telefonate, gli raccontavo le barzellette e lo sentivo ridere”.

Assumma, poi, rivela che Baudo nell’ultimo periodo “era sottotono. Un uomo che ha vissuto sull’apprezzamento degli altri, sentiva che il tempo volava via”. Oggi Conti lo ricorderà all’inizio del Festival di Sanremo 2026, con quella straordinaria sigla “Perché Sanremo è Sanremo” che ha caratterizzato i Festival baudiani. Sentiremo inoltre la voce di Pippo dare il benvenuto a tutti, per un toccante inizio di questo Sanremo dedicato a lui.

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