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Bianca Balti: come sta ora la co-conduttrice di Sanremo 2026 dopo la diagnosi di tumore ovarico

AGF
Di Redazione TPI
Pubblicato il 27 Feb. 2026 alle 18:03

Bianca Balti: come sta ora la co-conduttrice di Sanremo 2026 dopo la diagnosi di tumore ovarico, malattia

Come sta Bianca Balti, la co-conduttrice del Festival di Sanremo 2026? Sarà lei nella serata del venerdì (quella delle Cover) la co-conduttrice ad affiancare Carlo Conti e Laura Pausini. Un ritorno sul palco dell’Ariston ad un anno di distanza per raccontare come sta dopo la sua malattia. Per fortuna infatti la malattia è in fase di remissione e Balti ha ripreso gradualmente alcuni impegni pubblici e professionali dopo il periodo difficile delle cure. Balti si è anche esposta sulla Giornata mondiale contro il cancro con un post in cui ha raccontato come spesso la sua sensibilità sia stata interpretata come “paranoia”, sottolineando l’importanza di parlare apertamente di malattia e prevenzione.

A quasi un anno e mezzo dalla scoperta della grave malattia, Bianca Balti continua a essere al centro dell’attenzione mediatica per la sua battaglia contro il cancro ovarico e per il messaggio di speranza che sta lanciando pubblicamente. Nel settembre 2024, la top model ha reso pubblica la diagnosi di cancro alle ovaie in stadio avanzato (III C), dopo aver accusato forti dolori addominali che l’hanno portata al pronto soccorso e a un intervento chirurgico urgente.

Si tratterebbe secondo indiscrezioni mediche di un tumore ovarico avanzato, associato anche a una mutazione del gene BRCA1, fattore che aumenta il rischio di sviluppare tumori ovarici e mammari. Dopo l’intervento chirurgico e un ciclo di chemioterapia, la modella ha iniziato anche terapie mirate, come gli inibitori PARP, usati proprio nei casi con mutazione BRCA per aiutare a “riparare il DNA danneggiato” e limitare la progressione del cancro.

Per lei il ritorno a Sanremo rappresenta quindi una grande vittoria. La top model italiana ha trasformato la sua esperienza in un messaggio di consapevolezza e speranza, sottolineando l’importanza della prevenzione, della diagnosi precoce e del sostegno psicologico per chi affronta percorsi simili.

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