Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Menu
Home » Spettacoli » TV

Chi è Antonia Liskova, Micaela Carta in Nero a metà 2

Di Anton Filippo Ferrari
Pubblicato il 10 Set. 2020 alle 17:41

Chi è Antonia Liskova, Micaela Carta in Nero a metà 2

Nel cast di Nero a metà 2 c’è anche l’attrice slovacca naturalizzata italiana Antonia Liskova (Bojnice, 25 marzo 1977). Nata in Slovacchia da madre slovacca e padre ceco, a 18 anni si trasferisce in Italia. Lavora prima come cameriera a Roma, successivamente come modella e in campo pubblicitario, per poi intraprendere la carriera d’attrice, alternandosi tra cinema e televisione. Dopo il debutto sul grande schermo nel film C’era un cinese in coma di Carlo Verdone, ha inizio la sua carriera cinematografica e televisiva. Nel 2008 l’attrice riceve una candidatura ai David di Donatello come miglior attrice protagonista, per poi recitare anche in fiction e serie tv come Zodiaco, Tutti pazzi per amore, Non uccidere, La porta rossa e Purché finisca bene.

Il ruolo di Micaela Carta in Nero a metà 2

Antonia Liskova, in Nero a metà 2, interpreta Micaela Carta, la nuova Dirigente della Squadra Mobile. Lei proviene dai Delitti Insoluti e arriva al Commisariato quando Santagata, il suo predecessore, va in pensione. Ha quarant’anni ma sembra molto più giovane, con un grande carisma e un fascino algido. Nonostante sia una donna molto rigida è anche molto comprensiva nonostante cambi volto a seconda delle persone, delle circostanze e delle finalità.

Antonia Liskova: vita privata, marito e figli

Nel gennaio 2010 si sposa a Roma nella chiesa di Sant’Alessandro con il chirurgo plastico Luca Ferrarese, da cui nel 2005 ha avuto la figlia Liliana. Nel 2012 la coppia però si separa. Attualmente è legata al produttore e regista teatrale Gabriele Guidi, figlio di Johnny Dorelli e Catherine Spaak.

Instagram

Antonia Liskova è – ovviamente – presente sui social network. In particolare su Instagram (qui il suo profilo) dove posta spesso contenuti legati al suo lavoro e alla sua vita privata.

Leggi l'articolo originale su TPI.it
Exit mobile version