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Susan Sarandon: “Giusto farsi arrestare per Gaza, il massacro non va normalizzato”

Credit: AGF

L'attrice è arrivata a Roma per presentare "The Accompanist"

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 14 Ott. 2026 alle 14:41

Arrivata a Roma per presentare il film The Accompanist ad Alice nella Città, la kermesse parallela alla Festa del Cinema di Roma, Susan Sarandon ha parlato di numerosi argomenti, dall’arresto per aver protestato all’Onu contro la presenza di Netanyahu all’amministrazione Trump. A proposito del suo attivismo, l’interpreta ha dichiarato: “Per me non dire qualcosa quando ho la possibilità di puntare un piccolo riflettore su determinate questioni è più dannoso delle conseguenze subite. Sono accadute diverse cose perché ho parlato anche per chi non ha una voce, ma l’autenticità è la cosa più importante. Ho cercato di utilizzare la mia piattaforma per dire alle persone cose di cui ignoravano l’esistenza”. Riguardo al suo sostegno alla Palestina dichiara: “Penso che non sia rilevante cosa sia successo a me perché parlo di Gaza. Ciò che è essenziale è sapere che, mentre parliamo, migliaia di persone vengono uccise, bambini continuano a morire e non possiamo permettere che diventi la normalità. Questo è uno dei motivi per cui è fondamentale mantenere l’attenzione su questi temi, non il fatto che un’attrice perda l’agenzia o il lavoro”.

Susan Sarandon ha commentato anche la decisione dell’amministrazione Trump di trasmettere in diretta streaming l’esecuzione di Nidal Malik Hasan, l’ex psichiatra militare autore della strage di Fort Hood del 2009: “Credo che questa vicenda metta in luce la mancanza di moralità, di sensibilità e la mascolinità tossica, dimostrando quanto sia profonda l’infezione che oggi affligge il governo degli Stati Uniti ed evidenziando la depravazione dell’amministrazione Trump. Per avere un’idea del genere devi essere strafatto e fuori di testa. Non credo di aver visto qualcosa di così sconvolgente dai tempi dei video diffusi dall’Isis”. Riguardo al futuro, però, l’attrice si dice fiduciosa: “Ho molta fiducia nei giovani di oggi. Hanno capito in che disastro di mondo li stiamo trascinando, e che non hanno nulla da perdere o quasi. Manifestano, sono istruiti, coraggiosi e arrabbiati, ed è giusto che lo siano”.

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