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Sharon Stone: “Mi sono reincarnata nel mio corpo dopo l’ictus. Morire è un’esperienza che apre gli occhi”

Credit: AGF

L'attrice racconta di come la malattia abbia ridefinito la sua vita

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 16 Lug. 2026 alle 16:47

Arrivata a Roma in occasione del Global Nobel Laureates Assembly on Artificial Intelligence and Nuclear War, l’attrice Sharon Stone ha parlato di come l’icuts che l’ha colpita nel 2001 abbia ridefinito la sua vita. Intervistata dal Corriere della Sera, l’interprete ha rivelato: “Morire è un’esperienza che apre gli occhi. Non a tutti è data la possibilità di reincarnarsi nel proprio corpo e nella propria vita e continuare il cammino. A me è successo”. Sharon Stone ha parlato anche dell’Intelligenza Artificiale e dei suoi pericoli: “Siamo nelle fasi iniziali della nostra comprensione dell’intelligenza artificiale. Così come un tempo lo eravamo con i computer, i cellulari, le automobili e, ancora prima, i treni. Eravamo anche agli inizi quando sono comparsi le armi da fuoco e gli ordigni nucleari. Tutte queste cose hanno portato benefici e svantaggi, alcuni dei quali stiamo ancora cercando di comprendere”.

Secondo l’attrice “come per tutte queste tecnologie, è importante ricordare che sono qui per servire l’umanità, non il contrario. Con questa consapevolezza e con la dovuta riflessione, possono essere utilizzate per il bene. O, al contrario, per il male. La scelta spetta a noi. Il nostro futuro dipende dalla qualità e dal valore delle nostre decisioni”. L’interprete rifiuta l’idea di doversi reinventare per sopravvivere professionalmente: “Non mi reinvento. Cresco e imparo. Per me significa restare autentica, perché questa è l’unica vera misura di tutto ciò che ha valore”. Sharon Stone, poi, spende parole d’amore per l’Italia: “L’Italia sono le sue persone, la sua storia, il suo cibo, la sua agricoltura e la sua spiritualità. L’Italia possiede una grande tradizione nella moda e nel design che affonda le radici nei secoli. L’Italia non ha un senso del tempo, ma un senso del luogo e dell’esperienza condivisa. È un Paese che ha il senso della famiglia”.

L’attrice, poi, rivela di aver stretto rapporti duraturi nel mondo di Hollywood: “Sono grata alle persone straordinarie con cui ho lavorato e per cui ho lavorato. Per tutto ciò che mi hanno insegnato e mostrato attraverso il loro impegno, la loro disciplina e il loro duro lavoro. Quello che facciamo richiede interminabili ore di lavoro, spesso in condizioni piuttosto scomode. Eppure è soprattutto una fonte di gioia, perché sappiamo di essere una famiglia. Una famiglia fortunata e benedetta, che ha il privilegio di trasformare la propria immaginazione collettiva in qualcosa di magico”.

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