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Morto RJ Mitte: l’attore di Breaking Bad aveva 34 anni

RJ Mitte - Credit Birdie Thompson/AdMedia/SIPA / AGF
Di Antonio Scali
Pubblicato il 13 Ott. 2026 alle 10:39 Aggiornato il 13 Ott. 2026 alle 10:42

Lutto nel mondo dello spettacolo. È morto a soli 34 anni l’attore statunitense RJ Mitte, noto per aver interpretato Walter White Jr. nella pluripremiata serie tv Breaking Bad. A confermare la notizia a Variety è stato un rappresentante dell’attore. Il giovane si sarebbe suicidato nella giornata di ieri, 12 ottobre, nella sua abitazione. Le autorità di Brownsville, in Texas, dove Mitte viveva, hanno riferito che le indagini sul decesso sono ancora in corso. “È con profonda tristezza che annunciamo la tragica morte dell’attore, filantropo e attivista per i diritti delle persone disabili”, è stata la dichiarazione del suo rappresentante. “Traendo ispirazione dalla sua esperienza personale di vita con la paralisi cerebrale, Mitte ha dato autenticità al ruolo e ha costruito una piattaforma per la sensibilizzazione e l’inclusione”.

RJ Mitte, infatti, era ambasciatore per diverse associazioni come la United Cerebral Palsy e Shriners Children’s, aveva fondato la Mitte Foundation e negli ultimi giorni era apparso in un podcast per promuovere il suo ultimo film Talking to Strangers. Dopo Breaking Bad aveva preso parte a diverse altre serie come The Guardians of Justice e Switched at Birth, e nei film The Recall e The Oak Room.

In Breaking Bad Mitte interpretava il figlio dei personaggi di Bryan Cranston e Anna Gunn. Proprio come il suo alter ego televisivo, l’attore era affetto da paralisi cerebrale, diagnosticatagli all’età di tre anni in seguito a un danno cerebrale subito alla nascita. Dal 2018 era fidanzato con Kennedy Suarez.

Commovente il ricordo di Bryan Cranston, che interpretava suo padre nella popolare serie creata da Vince Gilligan: “Mi mancherai figliolo”. In un lungo post sui social, l’attore ha scritto: “L’ho conosciuto quando aveva 14 anni, era entusiasta del ruolo di Walter White Jr.”, ha raccontato Cranston. “Non ha mai permesso che la paralisi cerebrale con cui era nato fosse una scusa o un impedimento. Lavorava sempre con costanza e determinazione nonostante i ritmi delle riprese. Seguiva i consigli che sia io che Anna Gunn, i suoi genitori televisivi, gli davamo ma essere adolescenti spesso porta a non seguire tutti i suggerimenti che ti arrivano. Recitare in una serie di successo da giovani poi non aiuta” ha proseguito l’attore, spiegando di averlo visto cambiare non solo come ragazzo ma anche nelle sue capacità recitative. “È soprattutto doloroso sapere che si è suicidato. Perché? Solo poche settimane fa ci siamo sentiti via messaggio cercando di trovare il momento per vederci a pranzo”.

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