Arrivata a Venezia per l’amfAR Gala, Pamela Anderson ha ripercorso uno dei momenti più difficili della sua vita: quando le è stata diagnosticata l’epatite C. “Era una condanna a morte. Questo è ciò che mi disse il medico: che probabilmente mi restavano circa dieci anni di vita” ha dichiarato l’attrice che ha contratto la malattia negli anni 90, quando non c’era ancora una cura, condividendo gli aghi per i tatuaggi con l’ex marito Tommy Lee.
In un’intervista a Variety, la star di Baywatch ha rivelato che la diagnosi “ha condizionato e alterato le mie decisioni. Non era paura della morte, ma timore di ciò che sarebbe potuto accadere ai miei figli piccoli. Ha stravolto la mia vita”. Pamela Anderson ha rivelato di aver speso tutti i suoi risparmi per curarsi: “Ho dovuto usare tutti i miei risparmi”. L’attrice, quindi, ha aggiunto: “Ma la mia esperienza di vergogna e senso di colpa è stata anche un viaggio inconscio”. L’interprete ha annunciato di essere guarita nel 2015 ma rivela: “È qualcosa che porto con me, che mi perseguita. E proprio come per l’abuso sessuale subìto da bambina, era come se avessi un marchio impresso sulla fronte: ‘merce difettosa’. E mi presentavo proprio in questo modo”.