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“Ho trasformato il cancro in un dono”: bufera social su Nadia Toffa. Il commento di Gramellini, Facci e Lucarelli

Il tweet "incriminato"

"Ogni tumore è uguale, stesse difficoltà" scrive su Twitter la conduttrice de Le Iene lanciando il suo libro edito da Mondadori

Di TPI
Pubblicato il 25 Set. 2018 alle 14:08 Aggiornato il 25 Set. 2018 alle 14:09

Nadia Toffa e il tumore: “L’ho trasformato in un dono” | È bufera social: i commenti al libro

“In questo libro vi spiego come sono riuscita a trasformare quello che tutti considerano una sfiga, il cancro, in un dono, un’occasione, una opportunità”: Nadia Toffa ha lanciato così sui propri canali social il suo libro in uscita per Mondadori il 9 ottobre – dal titolo Fiorire d’inverno – La mia storia – e le polemiche non si sono fatte attendere.

È soprattutto la parola ‘dono’ a scatenare la bufera social, tra tweet di biasimo, accuse di aver semplificato fin troppo un argomento molto delicato e testimonianze di malati di cancro che non ce l’hanno fatta.

Altra frase della conduttrice de Le Iene che non è andata giù a più di qualcuno è stata: “Ogni tumore è uguale, stesse difficoltà”. E il dibattito non accenna placarsi.

Nadia Toffa presenta il suo libro su Instagram

Nadia Toffa e il tumore: il commento di Massimo Gramellini

“Nadia Toffa ha trasformato la sua malattia in un’esperienza pubblica, con il nobile scopo di convincere gli altri che le cose brutte della vita non sono baratri, ma trampolini. Alla conduttrice delle Iene risulta perciò incomprensibile la reazione stizzita, talvolta rabbiosa, di molti potenziali beneficiari delle sue parole di speranza, ora racchiuse in un libro” – scrive Massimo Gramellini nel suo Caffè sul Corriere della Sera del 25 settembre – “L’ottimismo senza eccezioni di Nadia si inserisce nel flusso di quel pensiero positivo secondo cui tutto è nelle mani dell’uomo. Ciascuno di noi, se lo vuole davvero, può debellare il male, trovare l’anima gemella, crearsi una fortuna, fare tunnel a Ronaldo, diventare bello e felice. Purtroppo la volontà non basta”.

Il giornalista chiosa così: “Il contagioso entusiasmo di Nadia Toffa può esaltare chi si accinge a un’impresa per la prima volta, ma anche deprimere chi ha già sperimentato i limiti della condizione umana”

Uno dei tweet di Nadia Toffa sul libro

Nadia Toffa e il tumore: il commento di Filippo Facci

“Pure il libro. Siamo alla spettacolarizzazione del tumore (il proprio) e alla sua trasformazione in core-businnes di un’attività pseudo-giornalistica: avremmo voluto non tornarci più sopra, sul penoso «caso Nadia Toffa», ma la banalizzazione dei malati che questa signorina sta perpetuando è molto più importante di lei e della sua egolatria”. A scriverlo è Filippo Facci in un articolo su Libero in edicola il 23 settembre scorso.

Il giornalista – molto criticato sui social per questo pezzo che rilanciato su Facebook conta oltre 1.000 reaction – spiega che “non è chiaro che cosa vi fosse di «coraggioso» (espressione sempre associata alla Toffa) nella mancanza di riserbo e nell’incapacità psicofisica di tenere per sè qualcosa che altrimenti avrebbe potuto deprimerla e divorarla: di questo tipo di reazione occorre avere il massimo rispetto, beninteso, parlarne in effetti può essere una maniera di sentirsi meno soli e di non sprofondare nella depressione: più che un coraggio di parlarne, però, è una rispettabile incapacità di non farlo. Ma farlo in televisione è un’altra cosa. Trasformarlo in messaggio mediatico è un’altra cosa”.

Su Twitter Nadia Toffa ha risposto così a Facci: “Gentilissimo, non si disturbi a intervenire nel dibattito nobody ask you stia sereno nelle sue cose. Non si scomodi. Grazie mille, sicura che si ritirerà nelle sue stanze”.

Nadia Toffa e il tumore: il commento di Selvaggia Lucarelli

Su Facebook è arrivato anche il commento di Selvaggia Lucarelli: “Capisco cosa intende dire Nadia. Quello che però con gentilezza mi sento di suggerirle è di non raccontare la sua esperienza come se la sua esperienza fosse comune e universale. Il cancro è una cosa comune, non il modo di affrontarlo. Il cancro non è un dono. Sarebbe giusto dire “per me è un dono”. O forse ancora meglio “per me è anche un dono”. Perchè tutti sappiamo che Nadia, come noi, come i nostri papà, le nostre mamme, i nostri amici che ci sono passati, avrà attraversato dolori e angosce, ricoveri orribili e chemio faticose”.

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