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Alva Noto e Christian Fennesz in memoria di Ryuichi Sakamoto: a Vicenza l’unica tappa italiana

Di Redazione TPI
Pubblicato il 31 Mar. 2026 alle 14:45

Sarà Vicenza a ospitare l’unica data italiana di “Continuum – In the spirit of Ryuichi Sakamoto”, il progetto con cui Alva Noto e Christian Fennesz rendono omaggio all’eredità artistica del compositore giapponese scomparso nel 2023. L’appuntamento è per mercoledì 8 aprile 2026 al Teatro Comunale Città di Vicenza. Le comunicazioni dedicate all’evento lo presentano come unica tappa italiana del tour.

Non si tratta soltanto di un tributo: “Continuum” si annuncia come una riflessione sonora e visiva su una delle figure più influenti della musica tra Novecento e contemporaneità: Ryuichi Sakamoto, compositore capace di attraversare con naturalezza cinema, sperimentazione elettronica, scrittura pianistica e cultura popolare, fino a vincere l’Oscar nel 1988 per L’Ultimo Imperatore di Bernardo Bertolucci.

Al centro del progetto c’è l’eredità di Ryuichi Sakamoto, compositore, pianista e pioniere che ha attraversato classica, elettronica e cinema, vincendo l’Oscar nel 1988 per la colonna sonora de L’Ultimo Imperatore di Bernardo Bertolucci insieme a David Byrne e Cong Su. La scelta di affidare questo omaggio a Alva Noto e Christian Fennesz ha un peso specifico preciso.

Alva Noto è una figura centrale della musica elettronica contemporanea, il cui percorso artistico si è intrecciato a lungo con quello di Sakamoto, firmando insieme lavori entrati stabilmente nell’immaginario musicale degli ultimi decenni. Tra questi, anche la collaborazione alla colonna sonora di The Revenant di Alejandro G. Iñárritu, candidata agli Oscar.

Accanto a lui, Christian Fennesz, compositore e musicista austriaco, è considerato una delle figure chiave dell’elettronica contemporanea; la sua scrittura, sospesa tra chitarra trattata, rumore, ambient e manipolazione digitale, ha ridefinito il rapporto tra materia sonora e forma canzone. La sua biografia ufficiale lo colloca tra le voci più distintive della musica elettronica internazionale.

Il progetto mette dunque insieme due artisti che, per strade diverse, hanno incrociato e proseguito la lezione di Sakamoto. Il risultato promesso è un concerto-installazione in cui suono, immagine e spazio scenico si fondono, restituendo non tanto la nostalgia di un repertorio, quanto la vitalità di una linea musicale ancora aperta, capace di parlare al presente.

Che questa unica data italiana trovi casa a Vicenza aggiunge un elemento ulteriore di interesse: fuori dai circuiti più prevedibili delle grandi capitali culturali, il progetto sceglie infatti un teatro italiano per un appuntamento che ha un evidente respiro internazionale. Un segnale forte, per il pubblico e per la programmazione culturale di tutto il paese.

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