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“Ai ragazzi con disturbi dell’apprendimento dico: ciascuno di noi è unico”. Intervista a Lorenzo Baglioni

Lorenzo Baglioni

L'attore e cantante a TPI: “Quando si ha la fortuna di avere un pubblico che ti ascolta, è un nostro dovere ma sopratutto un lusso e un privilegio provare a trasmettere messaggi importanti"

Di Iacopo Melio
Pubblicato il 2 Mar. 2019 alle 14:32 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 03:03

Lorenzo Baglioni ha 32 anni e vive a Firenze. Ex professore di matematica, nasce come attore e diventa comico. La sua carriera sul web parte da un omaggio al Maestro Riccardo Marasco, menestrello fiorentino: quel video si intitolava “Le ragazze di Firenze” (2015) e descriveva in modo satirico le tipologie di donzelle che si possono incontrare nei luoghi della movida toscana.

Da allora “Il Baglio” ne ha fatta di strada, esplorando anche terreni che non avrebbe mai immaginato. È uscito lo scorso ottobre, infatti, il suo primo libro: È tutto calcolato, edito da Mondadori.

Un’esperienza che gli sta dando grandi soddisfazioni. Il testo sta spopolando soprattutto tra i giovanissimi, che macinano chilometri per un autografo durante le presentazioni in giro per l’Italia.

“Non mi sarei mai immaginato questa risposta – commenta Baglioni a TPI – Anche perché l’argomento trattato è piuttosto inquietante: quando vuoi tranquillizzare qualcuno, non è che per prima cosa gli parli di numeri e formule! Proprio per questo le soddisfazioni sono ancora più grandi, ed è bello vedere ragazzi alle presentazioni che giocano insieme a me con la matematica”.

Il libro nasce per proporre modifiche originali ai modelli classici di insegnamento della matematica. Far vedere che questa materia è molto più vicina alle cose di tutti i giorni di quanto si possa pensare.

E in fin dei conti, su questo filone viaggiavano i video della serie targata Sky “Bella Prof!”, dove il comico cantava spiegando una materia sempre diversa. Non sono mancati poi in questi anni video sociali: dalle barriere architettoniche al bullismo, dall’importanza del fare volontariato all’uso consapevole del web.

E proprio in questi giorni è uscito “L’arome secco s’è”, una storia d’amore fra un ragazzino dislessico e una sua compagna di classe.

“Quando si ha la fortuna di avere un pubblico che ti ascolta, è un nostro dovere ma sopratutto un lusso e un privilegio provare a trasmettere messaggi importanti. Tra l’altro, artisticamente parlando si trovano storie davvero belle da raccontare, perciò diventa stimolante trovare modalità di racconto originali e interessanti”.

L’idea nasce proprio da un messaggio su Facebook inviato a Lorenzo da una sua fan con dislessia, che gli raccontava quanto i suoi video l’avessero aiutata nello studio.

Al tempo stesso, però, ricordava che c’è ancora troppa poca informazione sui DSA (disturbi specifici dell’apprendimento): “Da professore abilitato, ho fatto anche corsi su certe tematiche, eppure non ci avevo mai pensato prima. Così ho capito che sarebbe stato bello provare a raccontare la dislessia nel modo in cui piace a me e mio fratello Michele, presenza fondamentale nel mio lavoro nonostante resti dietro le quinte. È con lui che scrivo tutti i testi, in un processo creativo al 50 per cento che ci fa sentire un’unica entità”.

Il ricavato delle vendite del singolo verrà interamente devoluto ad AID (associazione italiana dislessia) per sostenere i loro progetti. Il corto è stato girato per lo più tra le aule e i corridoi dell’Istituto Comprensivo Statale di Galluzzo.

“I ragazzi mi hanno estremamente sorpreso con la loro bravura. Girare un video è faticoso, le scene si ripetono tantissime volte, eppure hanno dimostrato un’attenzione notevole. I due protagonisti sono dei professionisti di una delicatezza e immersione nella parte unica”.

Oltre a questo, impossibile non notare le bellissime scene al pianoforte, girate nella Sala Bianca del Poggio Imperiale, una scuola dove Lorenzo ha insegnato in passato. Scene che richiamano anche il videoclip più recente del cantante Ultimo, compagno di avventure di Lorenzo nell’edizione 2018 del Festival di Sanremo.

“Niccolò è uno dei ragazzi con cui ho legato maggiormente, ogni tanto ci sentiamo ancora. La prima volta che ci ho parlato sembrava un ragazzo spaventato, non aveva ancora mai fatto un concerto, mentre oggi colleziona sold-out nei palazzetti battendo ogni record. Quando succede una cosa del genere, totalmente meritocratica, è davvero bello”.

Quella partecipazione, con la canzone didattica “Il congiuntivo”, ha ampliato in qualche modo il numero degli hater di Lorenzo, ai quali lui non risponde mai perché crede che difficilmente, in quei casi, ci possa essere una discussione costruttiva.

L’obiettivo principale, quindi, resta mantenere la concentrazione sul lavoro senza farsi distrarre. Ma cosa ne pensa il prof Baglioni della scuola di oggi?

“La scuola italiana ha una grande tradizione, è un meccanismo che funziona bene, basti pensare che l’ultimo Nobel per la matematica l’ha vinto un italiano. Purtroppo alle volte tende ad adagiarsi sulla propria storia, quando invece dovrebbe essere dinamica. Il suo grande problema è che non sa stare al passo coi tempi: la didattica deve continuamente aggiornarsi perché un ragazzo di oggi non pensa come uno di venti anni fa, e soprattutto dovrebbe stare attenta alle diversità e alle unicità dei ragazzi, per dare loro i mezzi idonei per arrivare alle conoscenze”.

Lorenzo stesso ammette che oggi non saprebbe gestire, ad esempio, il percorso di un ragazzo con DSA, rispetto a quando insegnava. Feedback che gli alunni stessi riportano sostenendo di non essere supportati abbastanza e in modo adeguato dai docenti che talvolta non sono aggiornati.

A questi studenti, però, il loro idolo direbbe “di stare tranquilli e imparare a convivere con questa loro caratteristica. Tutti noi abbiamo particolarità, non c’è niente che non si possa superare se si incontrano le persone giuste e informate, soprattutto durante gli anni della formazione. Tra l’altro, sono assolutamente favorevole ad una scuola 2.0: le nuove tecnologie possono aiutare tantissimo”.

Lorenzo è diventato, negli ultimi tempi, anche un volto televisivo. Dopo aver partecipato a StraFactor e “Gli sbandati” su Rai2, aver condotto “L’isola degli eroi” su Boing e a fare tutt’oggi da cronista a “Quelli che il calcio”, il Baglio si augura altre esperienze di “televisione bella” come quelle a cui ha preso parte, che lo hanno fatto crescere molto.

“Un po’ per scelta e un po’ per fortuna, ho sempre fatto cose di cui vado fiero. Ad oggi sto lavorando su più fronti: da nuovi progetti musicali su commissione a un secondo progetto discografico. A marzo sarò a cantare una canzone didattica in televisione su Rai 3, ma non posso anticipare altro. Il cinema? Io nasco con la recitazione, ho fatto anche un film indipendente da ragazzo. Mi manca però un‘esperienza sul grande schermo, mi piacerebbe moltissimo e spero che questa opportunità un giorno arrivi”.

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