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Aldo Cazzullo replica alle critiche: “Sal Da Vinci è la Napoli che vorrebbero coloro che la detestano, per questo non mi piace”

Credit: AGF

"Amo Napoli e i napoletani": la risposta del giornalista alle polemiche

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 5 Mar. 2026 alle 16:40

Il giornalista Aldo Cazzullo risponde alle critiche provocate da un suo articolo in cui definiva Per Sempre Sì, la canzone di Sal Da Vinci vincitrice del Festival di Sanremo 2026, adatta ad accompagnare un “matrimonio della camorra“. L’autore, sempre sul Corriere della Sera, ha provato a chiarire il suo pensiero: “Amo Napoli e i napoletani. Sal Da Vinci è la Napoli che pensano e che vorrebbero coloro che la detestano. Siccome io la amo, non mi piace Sal Da Vinci. Adoro invece la grande tradizione della canzone napoletana, portata in tutto il mondo dall’Orchestra italiana di Renzo Arbore, ma prima ancora elevata ai massimi livelli da Caruso e da altre tra le più belle voci che non solo l’Italia ma l’umanità abbia mai avuto”.

“Amo Tullio De Piscopo, Tony Esposito, la Nuova Compagnia di Canto Popolare di Eugenio Bennato, suo fratello Edoardo, James Senese – scrive ancora Cazzullo – Amavo soprattutto il più grande di tutti, Pino Daniele. Allo stesso modo amo il cinema di Totò e il teatro di Eduardo. Artisti che affondano profondamente le loro radici nella Napoli popolare, ma che hanno saputo parlare a tutti, in ogni tempo e in ogni luogo. Ho qualche dubbio che rimarrà Per sempre sì. Geolier oggi, come Nino D’Angelo ieri, possono piacere o meno, ma sono voci originali, interessanti. La Napoli di Sal Da Vinci oggi, come la Napoli di Mario Merola ieri, rappresenta uno stereotipo che con la cultura napoletana non ha molto a che fare. È un’attitudine strappacore, enfatica, consolatoria. Modugno era pugliese, anche se passava per siciliano, ma era comunque un artista del Sud e la canzone con cui vinse Sanremo nel 1958 era molto popolare e molto moderna. Purtroppo non possiamo dire lo stesso di Sal Da Vinci”.

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