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France Odeon 2026: a Nicole Garcia il premio Foglia d’Oro per il Miglior film

Nella foto, da sinistra destra: Enrico Castaldi, Ena Marchi, Valeria Golino, Nicole Garcia, Marco Bechis, Salvo Bitonti, Federica Pontremoli, Francesco Ranieri Martinotti. Credit: Tomas S. Baldassarri

Si chiude a Firenze la XVIII edizione del festival del cinema francese

Di Redazione TPI
Pubblicato il 2 Nov. 2026 alle 17:36

È Milo / 7h40 ce matin-là di Nicole Garcia il miglior film della diciottesima edizione di France Odeon, il festival del cinema francese diretto da Francesco Ranieri Martinotti, che si conclude oggi a Firenze dopo cinque giornate di proiezioni, incontri e appuntamenti culturali. Alla regista francese va il Premio Foglia d’Oro – Giusto Manetti Battiloro, il principale riconoscimento del festival, rappresentato dal prezioso trofeo in cristallo e foglia d’oro realizzato dalla storica manifattura fiorentina.

A Charline Bourgeois-Tacquet è stato invece assegnato il Premio Speciale della Giuria per La vie d’une femme, interpretato da una straordinaria Léa Drucker. Due riconoscimenti che suggellano un’edizione particolarmente significativa per il cinema al femminile, protagonista di una selezione capace di affrontare con sensibilità e originalità le contraddizioni della società contemporanea.

La giuria, composta da Valeria Golino, Marco Bechis, Federica Pontremoli, Ena Marchi e Salvo Bitonti, ha così motivato il premio al miglior film:

«La Giuria premia Milo di Nicole Garcia per l’originalità della visione registica, la capacità di tradurre una vicenda personale ma universale in un racconto di intensa forza espressiva Ripercorrendo il momento storico delle lotte rivoluzionarie degli anni settanta e ottanta in Francia, il fim colma l’assenza di una martenità attraverso un nuovo sguardo, ritrovato e consapevole di un tempo che non è passato invano.»

Visibilmente commossa, Nicole Garcia, presente alla cerimonia di premiazione, ha ringraziato la giuria sottolineando il legame profondo che la unisce al festival e alla sua storia. La regista ha ricordato con emozione anche Aldo Tassone, figura fondamentale per la diffusione del cinema francese in Italia e per la nascita della manifestazione fiorentina.

«Sono davvero molto emozionata perché conosco e amo questo festival da tantissimo tempo», ha raccontato Garcia «Il film non è ancora uscito in Francia, siamo soltanto all’inizio della promozione, e questo premio mi dà fiducia. Per questo desidero ringraziare profondamente tutta la giuria».

La regista ha poi richiamato il valore degli scambi culturali tra Italia e Francia: «Quello che ho vissuto qui, anche attraverso le reazioni al mio film, mi ha mostrato ancora una volta quanto siano comuni le nostre sensibilità. In un mondo così cupo è qualcosa di prezioso, un modo virtuoso di vedere un’Europa che continua a stare in piedi».

Il Premio Speciale della Giuria a La vie d’une femme di Charline Bourgeois-Tacquet è stato assegnato con la seguente motivazione:

«La Giuria assegna il Premio Speciale a La vie d’une femme di Charline Bourgeois-Tacquet, giovane cineasta per l’originalità dello sguardo narrativo sul mondo femminile contemporaneo con l’interpretazione di Léa Drucker, capace di restituire con intensità e autenticità la complessità del personaggio protagonista».

Anche Charline Bourgeois-Tacquet, già ospite di France Odeon in occasione del suo primo lungometraggio, ha accolto il riconoscimento con sorpresa ed entusiasmo: «Sono profondamente emozionata di ricevere questo premio: di questo festival amo l’accoglienza, il modo in cui vengono valorizzati i film e il rapporto con il pubblico. Essere qui rappresentava già di per sé un premio». La regista ha infine riflettuto sull’importanza di sostenere la produzione cinematografica e il dialogo fra le due cinematografie: «Noi francesi siamo profondamente nutriti dal cinema italiano, così come il cinema francese continua a essere un riferimento importante. Oggi abbiamo ancora la fortuna di poter realizzare film in condizioni favorevoli, ma sono condizioni sempre più minacciate. Proprio per questo è fondamentale che esistano festival come France Odeon, capaci di dimostrare che il cinema esiste, funziona e resiste».

A conquistare il Premio Foglia d’Oro dei Giovani è stato Un bon petit soldat di Stéphane Brizé, interpretato da Alba Rohrwacher e Vincent Lindon. Il riconoscimento è stato attribuito dalla Giuria dei Giovani, coordinata da Anna Margherita Vallaro, affiancata da Bianca Mattei, e composta da sette studenti del Liceo Internazionale Machiavelli di Firenze.

Questa la motivazione espressa dai giovani giurati: «Abbiamo scelto di premiare questo film per la sua capacità di raccontare con grande sensibilità e realismo il difficile equilibrio tra ambizione professionale, responsabilità familiare e la dimensione affettiva. Dal punto di vista cinematografico apprezziamo la costruzione narrativa che sviluppa progressivamente la tensione tra il mondo del lavoro e quello privato, facendo emergere le contraddizioni della protagonista senza ricorrere a facili giudizi. Questo film ci lascia una consapevolezza che sentiamo particolarmente vicina, soprattutto guardando al nostro futuro. Domani anche noi saremo chiamati a entrare nel mondo del lavoro, a inseguire ambizioni e confrontarci con le sue contraddizioni. Quello che però ci auguriamo è di non dover mai sacrificare la nostra umanità e gli affetti a noi più cari per affermarci a titolo professionale, perché il futuro che desideriamo costruire non dovrebbe mai chiederci di essere persone al fine di diventare professionisti».

La Giuria dei Giovani ha inoltre attribuito una menzione speciale a La Gradiva di Marine Atlan, sottolineando la capacità della regista di raccontare le fragilità dell’adolescenza attraverso un linguaggio visivo originale, nel quale leggerezza e malinconia si alternano sullo sfondo di una Napoli lontana dagli stereotipi.

Proprio La Gradiva ha ricevuto nel corso del festival anche il Premio Sguardi Mediterranei, ideato dal presidente di France Odeon Enrico Castaldi per valorizzare opere capaci di raccontare l’incontro tra culture e identità differenti nel bacino del Mediterraneo. Il trofeo del riconoscimento è realizzato a mano dall’argentiere fiorentino Gianfranco Pampaloni.

Infine, il Premio del Pubblico è andtao a Les Misérables di Fred Cavayé, con Vincent Lindon, scelto attraverso i voti degli spettatori che hanno seguito le proiezioni nelle quattro giornate del festival: un riconoscimento che conferma come la forza universale del capolavoro di Victor Hugo continui a emozionare e parlare al cuore del pubblico contemporaneo.

Grande attenzione è stata riservata anche ai giovani artisti coinvolti nella prima edizione di Ritratti due volte, il progetto che ha portato undici studenti delle Accademie di Belle Arti italiane a confrontarsi direttamente con i protagonisti del festival, realizzandone dal vivo ritratti con differenti tecniche espressive.

A scegliere i vincitori del Premio France Odeon – Ritratti due volte 2026 è stato eccezionalmente Clet Abraham, l’artista noto per i suoi interventi nello spazio urbano, chiamato a valutare le opere per la loro qualità tecnica, originalità e capacità di restituire l’identità dei soggetti rappresentati.

Di fronte alla qualità dei lavori, Clet ha deciso di attribuire il riconoscimento ex aequo a due giovani artisti, privilegiando la capacità di rappresentare il volto e la personalità dei protagonisti, senza rinunciare alla libertà espressiva.

«Ho cercato di individuare alcuni punti chiave per scegliere: l’aspetto artistico, creativo e originale, quello tecnico e soprattutto la capacità del ritratto di parlare della persona rappresentata», ha spiegato l’artista, ricordando anche con ironia le proprie esperienze giovanili nei concorsi artistici e invitando tutti i partecipanti a considerare il premio come una tappa, e non come un giudizio definitivo sul proprio talento.

Il trofeo è stato realizzato dall’argentiere Pampaloni, che ha accompagnato con le proprie creazioni anche i nuovi riconoscimenti dedicati ai giovani.

La diciottesima edizione ha segnato anche il debutto del Premio Generazione Cinéphile, evoluzione del progetto dedicato ai giovani blogger e aspiranti critici cinematografici che dal 2017 raccontano il festival attraverso il proprio sguardo.

Coordinato da Atena Forconi, il percorso ha coinvolto undici partecipanti, protagonisti di una masterclass di critica e scrittura cinematografica tenuta dalla giornalista Ginevra Barbetti.

Il primo premio, analogamente realizzato dall’argentiere Pampaloni, è stato assegnato a Emily Best con la seguente motivazione:

«Per la straordinaria capacità di trasformare la parola scritta in un’immersione sensoriale, fondendo il rigore dell’analisi cinematografica con il ritmo vibrante delle immagini. Emily firma una recensione dal forte impatto visivo e psicologico, capace di cogliere con originalità e profondità lo sguardo di una generazione in movimento tra storia, mito e contemporaneità».

Le recensioni dei partecipanti saranno pubblicate sul sito ufficiale del festival, nella sezione dedicata al progetto.

Con la XVIII edizione, France Odeon ha celebrato anche quarant’anni di cinema francese a Firenze, nel segno della continuità con France Cinéma, la manifestazione nata nel 1986 grazie all’intuizione di Aldo Tassone, Françoise Pieri e Daniel Arasse.

Dal 28 ottobre al 1° novembre il festival ha attraversato generi, generazioni e linguaggi, dalla pre-apertura dedicata a Brigitte Bardot, con la proiezione di Le repos du guerrier di Roger Vadim, fino alle opere dei grandi autori contemporanei.

Tra i film presentati, Ni vue, ni connue di Marc Fitoussi, con Isabelle Huppert e Sandrine Kiberlain, L’objet du délit di Agnès Jaoui, Les jours d’après di Stéphanie Pillonca, Les misérables di Fred Cavayé, con Vincent Lindon nel ruolo di Jean Valjean, e La troisième nuit di Daniel Auteuil. Il programma ha proposto inoltre Notre salut di Emmanuel Marre e la commedia Le rêve américain di Anthony Marciano.

Particolarmente significativo il dialogo con Nicole Garcia, Léa Drucker, Charline Bourgeois-Tacquet e Marine Atlan, protagoniste degli incontri con il pubblico, mentre l’omaggio ad Aldo Tassone ha permesso di ripercorrere le radici e la storia del festival.

Accanto al cinema, il convegno internazionale “Intelligenza artificiale ed equo compenso”, con il confronto tra le esperienze della SIAE e della SACD, ha affrontato una delle grandi sfide per il futuro del lavoro creativo e della tutela degli autori.

Un’edizione che ha rafforzato il rapporto con il territorio, coinvolgendo Firenze e Fiesole, e che ha confermato l’impegno verso le nuove generazioni attraverso il progetto Prima Fila Giovani, realizzato con Fondazione CR Firenze, e le nuove esperienze di formazione artistica e critica.

A suggellare idealmente un’edizione segnata dalla forza degli sguardi femminili, la giuria ha scelto una frase attribuita a William Shakespeare, ritrovata su un portone fiorentino:

«Chiudete le porte allo spirito di una donna e quello uscirà dalla finestra, mettetelo sotto chiave e passerà per il buco della serratura».

France Odeon spegne così le sue diciotto candeline, confermandosi un luogo di incontro e confronto tra cinema, culture e generazioni. Un compleanno che guarda al futuro, nel segno di un rapporto sempre più vivo tra Italia e Francia. L’appuntamento è a Firenze nel 2027, per la XIX edizione.

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