Cristiana Capotondi rivela la fine della relazione con il papà di sua figlia Anna in un’intervista a Vanity Fair nella quale propone una riflessione sulla sua vita privata e sulla gestione di una genitorialità non convenzionale. “Il padre di mia figlia ed io non siamo più legati, ma lui è molto presente. Anna ha una grande famiglia allargata, in cui ci sono i parenti, mia mamma purtroppo è mancata da qualche anno, le mie amiche e i miei amici. Ha molti riferimenti, alcuni non condividono con lei il sangue, ma bisogni e affetti” afferma l’attrice. L’interprete parla anche dei tabù legati alla famiglia tradizionale: “La società però ha fatto passi in avanti. Ci sono donne che scelgono di diventare madri senza partner, anche delle mie amiche lo hanno fatto. È bellissimo, soprattutto in tempi di crisi della natalità, certo può essere faticoso ma ci sono anche sempre più donne che fanno figli in età più avanzata rispetto a un tempo. Si sgretolano tanti tabù”.
E sulla maternità arrivata a 42 anni afferma: “Sono stata fortunata, ma penso Anna sia arrivata in un momento molto giusto per me. Di fronte alla maternità si aprono delle finestre di disponibilità psicologica e emotiva inspiegabili. Non hanno a che fare con ‘la carriera’ o ‘la libertà’, ma con il cercarsi e capirsi come persona, acquisire gli strumenti umani che possono essere utili nell’educazione di un figlio. Avrei potuto benissimo fare la madre a 20 anni, o a 35, ma non è capitato e poi sarei stata completamente diversa. Ho incontrato Anna nel momento in cui ero pronta”. Sua figlia, spiega ancora Cristiana Capotondi, ha “rotto molti argini e mi ha restituito l’infanzia e il gioco. Prima di lei non riuscivo ad accettare l’idea che il mio tempo emotivo non combaciasse con quello di una persona a me cara. Ora guardo tutti come i bambini che sono stati, sono molto più comprensiva”.