Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Menu
Home » Spettacoli » Cinema

Il WeWorld Festival porta a Bologna i margini del mondo

Di Redazione TPI
Pubblicato il 7 Ott. 2026 alle 18:07

Dal 7 all’11 ottobre Bologna ospita la terza edizione del WeWorld Festival, la rassegna di cinema sociale organizzata dall’omonima organizzazione umanitaria che porterà idealmente nel capoluogo emiliano alcuni dei luoghi ai margini del mondo, con l’obiettivo di sensibilizzare su questi temi. Margini che possono essere geografici, politici o sociali e che in ogni caso hanno un impatto sulla vita delle persone che spesso non trova spazio e il festival si propone di raccontare.

Dal cinema Lumiere al Modernissimo fino all’Oratorio di San Filippo Neri, diversi luoghi della città apriranno i battenti agli eventi e le proiezioni. I protagonisti chiamati a intervenire saranno svariati, tra cui Valerio Nicolosi, Lidia Ravera, Giulia Mei, Azzurra Rinaldi, Chiara Alessi, Danilo Berazzi, Giovanni Mori, Francesca Fiore, Big Fish, Nadeesha Uyangoda, Sara Poma e Sofia Pasotto. Al centro, però, ci sarà il cinema, con molti film in gara per il premio Giovanni Lo Porto, dedicato all’operatore umanitario rapito da al Qaeda e rimasto ucciso per errore in un’operazione antiterrorismo statunitense.

Tra i film in programma, ci sarà “Writing Hawa”, della regista afghana Najiba Noori, girato nell’arco di cinque anni racconta la storia di tre generazioni di donne di etnia hazara. Matrimoni combinati in età infantile, analfabetismo, condizione della donna in un Paese in cui le donne sono emarginate e l’impatto del ritorno al potere dei Talebani sono alcuni dei temi di questa pellicola che sarà presentata l’8 ottobre presso il cinema Modernissimo.

Ci sarà anche spazio per “Mezè. Miracoli e disastri”, opera dello chef Maradona Youssef, nato in Libano e diventato famoso in Italia grazie alla partecipazione a Masterchef, scritto insieme a Sara Faillaci. Nel suo testo il cuoco racconta del cibo come radici e identità, in storie che raccontano il Medio Oriente e la memoria delle sue comunità.

Leggi l'articolo originale su TPI.it
Exit mobile version