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Bruno Barbieri: “Tradito da persone vicine, squali che mi hanno mangiato vivo. Non sono ricco, non ho neanche la macchina”

Credit: AGF

Lo chef si racconta nell'autobiografia "Controluce"

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 14 Set. 2026 alle 16:16

Bruno Barbieri si racconta al Corriere della Sera in occasione dell’uscita della sua autobiografia, Controluce. Ombre e segreti di una vita. Lo chef ha rivelato: “Persone a me molto vicine. Che mi hanno tradito. Sa, quando scoprono le tue debolezze, le tue difficoltà, entrano nella tua vita e ti mangiano vivo. Sono quelli, che io chiamo gli squali. Vivevo accanto a individui di cui mi fidavo e invece erano lì solo per fiutare il mio sangue”. Il giudice di MasterChef spiega perché ha deciso di ripercorrere ora il suo passato: “Dopo tante proposte ho sentito che era venuto il momento giusto per lasciarsi andare e parlare di me, di Bruno”.

“La festa è finita. Per me l’amicizia è una cosa sacra. Svelo un momento buio dal quale però, alla fine, sono riuscito a rialzarmi. Tra me e certe persone è scesa una saracinesca. Tanti di loro oggi probabilmente non vivono bene. In realtà, ora ho pochissimi amici. Seleziono molto. Però sa quale è la verità? Nella vita siamo tutti soli. Siamo nati soli e moriremo soli”. Barbieri racconta anche il rapporto conflittuale con il padre Nello: “Era un uomo durissimo. Veniva da una famiglia di 16 fratelli. Per lui esisteva solo il lavoro. Il senso del dovere esasperato l’ho preso da lui”. E ancora: “Avrebbe voluto che diventassi ingegnere, ma io ero un creativo. Per mio padre però ero un incapace. Il confronto con lui è stato doloroso. Ho avuto un’infanzia molto difficile. L’ho ritrovato solo mentre stava morendo. Riuscire a dirgli ‘papà ti voglio bene’ è stata una liberazione”.

Un conflitto che lo ha spinto ad allontanarsi: “Nel libro racconto cosa ha significato dover fuggire da casa mia… L’ho fatto grazie al lavoro, che mi ha aiutato a scappare da una famiglia che voleva diventassi altro”. Una fuga che lo ha allontanato dall’hinterland bolognese: “Mi ha aiutato a scappare da un mondo che stava diventando complesso. Molti miei amici erano morti. Ecco, io sono riuscito ad andare via, ma per anni non ho avuto un soldo in tasca”. La riconciliazione con il padre, però, ha poi sanato una ferita aperta: “Penso che se ne sia andato felice perché ha capito che lui aveva sbagliato a porsi in quel modo. Non riusciva a comprendere che le mie fughe erano per trovare la mia strada. Alla fine ho fatto un passo indietro io. Avevo già il mio successo in tv. Credo sia morto orgoglioso. Non me l’ha mai detto, però l’ha pensato. Un figlio capisce cosa pensa un padre”.

Nonostante il successo televisivo e non solo, però, Bruno Barbieri mantiene un rapporto distaccato con la ricchezza: “Mica sono ricco, sa? Non ho neanche la macchina. Vivo in affitto. E ho solo una casa di proprietà a Bologna, l’unica. Insomma, resto una persona normale. Però sono ricco nell’anima. Mi chiedo spesso che prezzo ho pagato per arrivare sin qui. Ho fatto grandi cose ma anche rinunce importanti. Oggi me ne rendo conto”. Sul piano sentimentale, invece, rivela: “Purtroppo il mio grande amore non c’è più. È stato un momento difficile, una delle cose più importanti della mia vita. Non mi sono mai più innamorato come allora. Era iniziato sui banchi della scuola e poi proseguito fino a una tragedia che mi ha molto segnato”. E aggiunge: “Però quando vedo il figlio di questa persona, che non era il mio chiaramente, mi emoziono ancora… Ma davvero, la prego, di questo mi sono sempre detto che non parlerò mai”.

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