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    È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale

    Il nuovo numero di The Post Internazionale è disponibile già da ora nella versione digitale sulla nostra App e da domani, venerdì 10 aprile, in tutte le edicole

    Di Niccolò Di Francesco
    Pubblicato il 9 Apr. 2026 alle 17:21 Aggiornato il 9 Apr. 2026 alle 17:21

    È uscito il nuovo numero di The Post InternazionaleIl magazine, disponibile già da ora nella versione digitale sulla nostra App, e da domani, venerdì 10 aprile, in tutte le edicole, propone ogni due settimane inchieste e approfondimenti sugli affari e il potere in Italia, storie inedite e reportage dal mondo, e grande spazio alla cultura con alcuni tra i più importanti intellettuali italiani.

    Dal ruolo delle Big Tech nelle guerre in Ucraina e Medio Oriente allo scontro fra Anthropic e Pentagono. Dai soldi alle campagne elettorali di destra e sinistra alla competizione tecnologica col nemico cinese. Ecco come i padroni dell’intelligenza artificiale stanno assumendo sempre più potere politico. Benvenuti nell’I.A.crazia.

    Nata come laboratorio no-profit per difendere l’umanità dall’IA delle Big Tech interessate solo al profitto, la creatura di Sam Altman è un colosso con legami a Wall Street, alla Casa bianca e al Pentagono. Ma è sempre più parte del sistema di potere che voleva combattere. Ecco la metamorfosi di OpenAI.

    E ancora, un approfondimento su Anthropic, la coscienza ribelle delle Big Tech. I fondatori avevano lasciato OpenAI per un’IA più sicura. Poi hanno concesso il loro bot al Pentagono, con limiti precisi. Quando però gli è stato chiesto di toglierli, hanno detto no. Venendo bollati come un “rischio”. Ma in tribunale hanno vinto, dimostrando che è possibile opporsi.

    Spazio anche a Palantir: l’azienda di Peter Thiel e Alex Karp è parte integrante degli apparati di sicurezza Usa. Dalle guerre in Medio Oriente alle persecuzioni anti-immigrati dell’ICE. Ma affianca anche l’esercito di Israele e diversi governi europei. Suscitando polemiche e interrogativi.

    I giganti del digitale sono passati dalle posizioni liberal di Gates e Jobs alla linea trumpiana di Musk e Thiel. Una rivoluzione avvenuta mentre l’industria Usa si impoveriva. Capire la nuova ideologia dei tech bro è utile per comprendere l’America di oggi.

    E poi un profilo di Peter Thiel, co-fondatore di Palantir, il più filosofo tra gli imprenditori dell’IA. Crede che l’umanità sia minacciata dall’Anticristo. E punta il dito contro la cultura woke, Greta e chiunque voglia limitare la scienza. Per lui, sostenere Trump (e Vance) è una questione metafisica.

    L’uomo più ricco del mondo per anni ha messo in guardia sui rischi di uno sviluppo selvaggio dell’IA. Ma al contempo continua a essere uno dei principali protagonisti del settore. E ora ha un nuovo piano innovativo. Ecco il paradosso Musk.

    Dimissioni ai vertici delle aziende. Appelli dei lavoratori. Campagne di boicottaggio degli utenti. Le voci contro l’uso dell’IA a fini militari e di sorveglianza scuotono il settore. Ma i contratti con il Pentagono e l’ICE sono già firmati. E la macchina da guerra non si ferma.

    Dalle proprietà concentrate in mano a pochi attori globali all’ambiguità tra pubblico e privato fino ai limiti del Gdpr e dell’AI Act. L’ex componente del Collegio del Garante per la Privacy, Guido Scorza, spiega a TPI come la sorveglianza algoritmica orienti la democrazia.

    La competizione tecnologica tra Usa e Cina è l’asse portante delle relazioni globali. Dall’embargo sui microcircuiti al CHIPS Act, fino all’ascesa dei colossi cinesi e al ruolo centrale di Taiwan. Ecco perché chi controlla i semiconduttori ha in mano il futuro dell’IA.

    C’era una volta la rete libera. Internet agli albori era uno spazio artigianale tutto da esplorare e senza gerarchie. Poi sono arrivati i giganti dei motori di ricerca e dei social. Così gli utenti sono diventati creatori e consumatori di contenuti. Ora l’IA pone nuove questioni. Sapremo affrontarle?

    Le aree interne rappresentano il 60% del territorio nazionale. Ma sono ai margini delle scelte strategiche del Paese. La mancanza di investimenti e servizi essenziali ha favorito lo spopolamento. Ora un doc con Elio Germano prova ad accendere un faro per riscoprirle.

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