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Damasco chiude la sua ambasciata

Il Cairo taglia le relazioni diplomatiche con Damasco

Di Azzurra Meringolo
Pubblicato il 16 Giu. 2013 alle 23:42

È da settimane che ormai va avanti. #occupymincul è l’ultima protesta degli artisti egiziani contro la dirigenza islamista del presidente Mursi. A motivarla è stata l’ultima mossa del nuovo ministro della cultura, ma dietro tutto questo si nasconde una lunga battaglia di un settore che non accetta diktat e che continua a dare spettacoli per strada davanti al ministero occupato(a Zamalek). Ricordo che non è questa la prima volta che vediamo mobilitato questo settore. Anzi, già all’alba del l’elezione del parlamento erano in marcia …

Questa volta però la protesta è sfociata in una vera e propria battaglia di strada. I sostenitori di Mursi hanno cercato di liberare il ministero, ma la lite è lite è sfociata in botte.

Qui trovate una cronaca puntuale della rissa che ha fatto tanto parlare visto che uno dei più accaniti sostenitori di Mursi ( anche uno dei più provocatori) è stato picchiato da una donna.

A fare meno notizia è stato l’annuncio del taglio delle relazioni diplomatiche tra Cairo e Damasco. Mursi ha infatti deciso di far chiudere le porte del l’ambasciata siriana,mettendo nero su bianco la sua posizione nei confronti del regime di Asad. La questione farà discutere,anche se non fa scalpore conferma l’atteggiamento della nuova dirigenza. In aggiunta, conferma anche che la politica estera del nuovo presidente è una delle questioni più interessanti e vivace da seguire.

Forse la più originale della presidenza Mursi.

Le tempistiche di questa decisione, mi fanno sorgere però una riflessione. La scelta del presidente poteva arrivare anche settimane o mesi fa. Arriva invece proprio quando la Casa Bianca sembra aver preso la decisione finale sull’invio di armi ai ribelli anti Asad. Arriva in un momento in cui l’amministrazione Obama sembra divisa tra la razionalità maschile di Kerry e Hagel e la sensibilità femminile di Rice e Power che sembrano essere state l’ago della bilancia della decisione di Obama. Non entro, almeno per ora, in riflessioni specifiche sulla possibile utilità di questa mossa. Guardo il Cairo però e penso a quali e quanti sono i dossier che legano il nuovo governo alla Casa Bianca.

Penso anche a quanto Mursi spera ancora di stringere la mano a Obama. Fino ad ora questo gesto non c’è ancora stato.

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