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La Cina invierà in orbita una luna artificiale

da Pixabay

Sarà mandata in orbita entro il 2020 per illuminare non a giorno, ma con una luce soffusa la città di Chengdu, 15 milioni di abitanti

Di Diego Barbera
Pubblicato il 19 Ott. 2018 alle 11:19

La Cina si appresterebbe a inviare nello spazio entro il 2020 una luna artificiale. Almeno così racconta l’attendibile quotidiano The People’s Daily riportando il progetto di Wu Chunfeng, numero uno del Chengdu Aerospace Science and Technology Microelectronics System Research Institute Co.

La luna artificiale avrebbe la capacità di illuminare un’area compresa tra 10 e 80 chilometri con grande precisione, focalizzandosi soprattutto sulla popolosissima città di Chengdu, nel sud-ovest della Cina, e i suoi 15 milioni di abitanti. Sarebbe otto volte più brillante della luna vera.

Non è la prima volta che viene proposta un’idea simile: già in passato si era pensato a una soluzione per riflettere la luce del Sole durante la notte con un satellite speciale messo in orbita e orientato ad hoc. Sarà finalmente la volta buona? Ci sono diversi buoni motivi e altrettanto poco confortanti.

Come raccontato dalla fonte, da un lato, i vantaggi sono presto detti, perché la luce riflessa potrà andare a fornire un risparmio energetico consistente nell’illuminazione artificiale di una metropoli così gigantesca. Peraltro, si utilizzerebbe un metodo piuttosto ecologico, dato che la luce è quella della nostra stella, che viene soltanto recuperata e inviata dove non dovrebbe esserci in tale momento.

L’unico consumo di risorse naturali e l’unica fonte di inquinamento arriverebbe dalla produzione del satellite stesso e dalla sua messa in orbita, ma non è dato sapere in quanto tempo sarebbe ammortizzato.

C’è però un altro particolare che non si deve sottovalutare, ossia quanto sia etico illuminare non a giorno ma in modo importante una zona che dovrebbe essere “a riposo”.

A livello di flora e fauna quanto impatto avrebbe? Certo, ci stiamo riferendo a un ambiente cittadino e non certo a una foresta vergine, dunque la differenza anche rispetto all’illuminazione artificiale non dovrebbe essere molta.

Kang Weimin, direttore di Institute of Optics, School of Aerospace, Harbin Institute of Technology, ha spiegato che “la luce riflessa sarà molto tenue e non avrà alcun effetto sugli animali”.

Resta il fatto che l’inquinamento luminoso è un pericolo reale con conseguenze evidenti e conclamate non solo sulle piante o sugli animali, ma anche sull’uomo stesso. Non resta che attendere il 2020 per scoprire se sarà l’ennesima boutade o se il progetto sarà portato a compimento davvero.

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