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Fuoco di Sant’Antonio: i sintomi più comuni dell’Herpes Zoster

Di Giovanni Macchi
Pubblicato il 19 Feb. 2019 alle 07:00 Aggiornato il 27 Feb. 2019 alle 16:01

Fuoco di Sant’Antonio sintomi | Rimedi | Cause | Herpes Zoster | Varicella | Febbre | Prurito

FUOCO DI SANT’ANTONIO SINTOMI – Il fuoco di Sant’Antonio, nome popolare per Herpes Zoster, è una malattia piuttosto fastidiosa e anche dolorosa. Si tratta di una malattia infettiva molto dolorosa dovuta al virus della varicella infantile (varicella-zoster virus o VZV), lo stesso che causa la varicella.

> Qui tutto quello che c’è da sapere sul fuoco di Sant’Antonio

Nella forma più comune si manifesta con una placca infiammatoria ricoperta di vescicole di forma allungata. Recenti studi hanno calcolato che circa il 90% della popolazione si ammali di varicella nella vita e il 10% di questi abbia una recidiva dell’infezione nella forma appunto del fuoco di Sant’Antonio.

Dunque come si cura il fuoco di sant’Antonio? Ecco quali sono i sintomi più comuni.

Fuoco di Sant’Antonio | Sintomi

Questa varietà di sintomi aspecifici crea grandi difficoltà nel fornire una diagnosi efficace e precoce.

Fuoco di Sant’Antonio sintomi | Cause

Come detto alla base dell’herpes zoster c’è il virus varicella-zoster (VZV). Chi non ha avuto la varicella, al primo contatto con il virus, contrarrà questa malattia. La varicella è una malattia che colpisce soprattutto i bambini tra i 5 e i 10 anni tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, provocando un rash cutaneo tipico caratterizzato da vescicole pruriginose che presto si trasformano in croste, prima di guarire.

Una volta guariti, il nostro corpo grazie al proprio sistema immunitario elimina gran parte del virus. Purtroppo il VZV si rifugia nelle cellule nervose, e resta così latente anche per anni. Il virus può uscire dalle cellule nervose anche dopo anni, correre lungo il nervo e provocare l’infezione nella zona di cute su cui quel nervo passa.

Il fuoco di Sant’Antonio si manifesta come una un’infiammazione locale con bolle, dette vescicole, che si riempiono di linfa e sangue per poi rompersi e formare delle croste. Questa fase dura tra i 10 e i 15 giorni. Poi le croste cadono e torna tutto normale. Il forte dolore che caratterizza l’herpes zoster è dovuto all’infiammazione scatenata dal passaggio del virus sul nervo.

Di solito il fuoco di Sant’Antonio si sviluppa nella zona addominale o toracica, su un solo lato. Più raramente sul viso. Attenzione: il virus è molto infettivo, dunque può facilmente trasmettersi da una persona all’altra. In questo caso il contagiato svilupperà la varicella. Se le vesciche si devono ancora formare o se sono già passate, non si è contagiosi.

Generalmente, il sistema immunitario produce anticorpi sufficienti a bloccare la malattia, ma il virus può restare inattivo nel tessuto nervoso per anni o anche per tutta la vita.

Si ritiene che la riattivazione sia legata a un abbassamento improvviso delle difese immunitarie, in concomitanza con periodi di forte stress psicofisico, all’assunzione di particolari farmaci, chemio o radioterapiche, a malattie che colpiscono il sistema immunitario come l’HIV. Insomma, se le difese immunitarie si abbassano, è molto più facile che compaia la malattia.

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