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FrecciaRosa, la prevenzione viaggia sui binari

Nelle serate del 30 settembre e dell’1 ottobre, 40 stazioni RFI sono state illuminate di rosa per richiamare l’attenzione sull'importanza della prevenzione

Al via la 16esima edizione del progetto promosso dal Gruppo FS e Fondazione IncontraDonna. Medici e volontari effettuano consulenze gratuite a bordo di Frecce, Intercity e treni del Regionale di Trenitalia e negli spazi di RFI e FS Logistix

Di Redazione TPI
Pubblicato il 9 Ott. 2026 alle 08:32

Portare la prevenzione fuori dagli ospedali e dagli ambulatori, facendola entrare nei luoghi della vita quotidiana. Anche a bordo di un treno. È questa l’idea alla base di FrecciaRosa, il progetto promosso dal Gruppo FS insieme alla Fondazione IncontraDonna, con il supporto dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom), che torna per il sedicesimo anno consecutivo con un obiettivo preciso: avvicinare il maggior numero possibile di persone alla cultura della prevenzione oncologica. 

Per tutto il mese di ottobre, dal lunedì al venerdì, medici e volontari saliranno a bordo di Frecce, Intercity e treni del Regionale di Trenitalia lungo le tratte coinvolte nell’iniziativa. I passeggeri potranno ricevere gratuitamente informazioni e consulenze sulla prevenzione oncologica grazie ai professionisti messi a disposizione da Aiom, oltre ad avere la possibilità di prenotare teleconsulti per approfondire successivamente eventuali dubbi presso le strutture del Servizio sanitario nazionale. Un modo per trasformare il tempo trascorso in viaggio in un’occasione per occuparsi della propria salute. 

«Il Gruppo FS conferma il proprio impegno nel promuovere una cultura della prevenzione e della salute, mettendo la propria rete e i propri treni al servizio delle persone. Da sedici anni portiamo questo messaggio nei luoghi attraversati quotidianamente da milioni di viaggiatori, con l’obiettivo di rendere l’informazione e la prevenzione sempre più accessibili e vicine alle comunità», ha dichiarato Francesca Stacchiotti, Chief People, Culture and Transformation Officer del Gruppo FS. «Quest’anno, accanto alle consulenze gratuite a bordo e alle nuove tappe territoriali, abbiamo voluto ampliare ulteriormente il messaggio attraverso l’illuminazione di 40 stazioni RFI: un segnale concreto che coinvolge l’intera rete ferroviaria e che vuole ricordare a tutti quanto sia importante prendersi cura della propria salute. Per il Gruppo FS prendersi cura delle persone significa anche promuovere, dentro e fuori l’azienda, una cultura dell’ascolto, della prevenzione e del benessere, mettendo al centro le persone e i loro bisogni. È un impegno che riguarda anche le nostre colleghe e i nostri colleghi, perché la salute e la qualità della vita sono parte integrante di un ambiente di lavoro attento, inclusivo e capace di generare valore. FrecciaRosa è un viaggio che facciamo insieme alle istituzioni, ai professionisti della salute e alle associazioni, con la convinzione che la prevenzione sia un patrimonio di tutti». 

Non solo treni
Quest’anno, però, FrecciaRosa non si ferma ai vagoni. La campagna si allarga infatti anche “a terra”, raggiungendo per la prima volta la stazione RFI di Cosenza e lo scalo FS Logistix di Sampierdarena, a Genova, che si aggiungono all’appuntamento già sperimentato nell’hub logistico di Roma San Lorenzo. Proprio l’esperienza romana ha mostrato quanto portare la prevenzione direttamente nei luoghi di lavoro e di passaggio possa ampliare la partecipazione. 

«FS Logistix è salita a bordo di FrecciaRosa già da due anni», spiega Sabrina De Filippis, amministratore delegato e direttore generale di FS Logistix. «In collaborazione con la Fondazione IncontraDonna e con la ASL di Roma, abbiamo avviato un percorso di prevenzione e divulgazione di corretti stili di vita all’interno dell’hub logistico di Roma San Lorenzo». 

I numeri hanno spinto la società ad allargare l’esperienza: «Nelle iniziative realizzate nei due anni precedenti abbiamo registrato oltre 600 presenze, anche grazie alla vicinanza con l’università, che ha favorito la partecipazione di tanti giovani. Alla luce di questo importante risultato, abbiamo deciso non solo di replicare l’iniziativa a Roma, ma di estenderla anche a Genova». 

La rete ferroviaria diventa così non soltanto il mezzo attraverso il quale diffondere il messaggio, ma parte integrante della campagna. Nelle serate del 30 settembre e del primo ottobre, 40 stazioni RFI sono state illuminate di rosa per richiamare l’attenzione sull’importanza della prevenzione. La stazione di Cosenza tornerà a colorarsi di rosa anche il 19 e 20 ottobre. 

Giocare d’anticipo
Dietro la campagna ci sono numeri che spiegano perché iniziative di questo tipo continuino a essere necessarie. Ogni anno in Italia vengono diagnosticati oltre 390mila nuovi casi di tumore e circa 176mila riguardano le donne. Secondo i dati diffusi in occasione della presentazione di FrecciaRosa, più di 70mila di questi casi potrebbero essere evitati attraverso stili di vita più sani e una maggiore adesione ai programmi di prevenzione e diagnosi precoce. 

Particolarmente significativo è il caso del tumore al seno, che rimane la neoplasia più frequentemente diagnosticata tra le donne: nel 2025 ha interessato oltre 53mila pazienti. Eppure, nonostante la mammografia biennale gratuita garantita dal Servizio sanitario nazionale, soltanto il 58% delle donne si sottopone regolarmente all’esame. 

«Bisogna sempre ribadire che il 40% di tutte le neoplasie è evitabile intervenendo sui comportamenti quotidiani ed eseguendo esami regolari e percorsi di sorveglianza secondo indicazione», sottolinea Adriana Bonifacino, fondatrice di Fondazione IncontraDonna. 

Quest’anno la campagna dedica inoltre particolare attenzione alla salute metabolica e all’obesità, considerate tra le principali sfide sanitarie contemporanee e associate a un aumento del rischio di numerose forme tumorali. In Italia il grave eccesso di peso riguarda più del 10% della popolazione adulta. I progressi compiuti dalla medicina, nel frattempo, sono importanti. Negli ultimi dieci anni in Italia i decessi oncologici sono diminuiti complessivamente del 9%. Ma, come ricorda il segretario nazionale di Aiom Nicola Silvestris, alle nuove terapie deve continuare ad affiancarsi la capacità di “giocare d’anticipo”: prevenzione primaria e diagnosi precoce rimangono strumenti fondamentali nella lotta contro i tumori. 

Un patrimonio di tutti
È proprio sull’accessibilità che insiste il Gruppo FS. «La prevenzione non è soltanto una scelta individuale, ma una responsabilità collettiva che coinvolge istituzioni, professionisti e cittadini», ha sottolineato il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, ricordando la necessità di ridurre le disuguaglianze nell’accesso agli screening. Una filosofia che spiega anche la scelta di utilizzare treni e stazioni: luoghi attraversati ogni giorno da milioni di persone e capaci quindi di raggiungere un pubblico molto più vasto rispetto ai tradizionali spazi sanitari. «Il treno è un mezzo che milioni di persone utilizzano ogni giorno per i motivi più disparati. Hanno lì l’occasione di potersi informare, poter comprendere quanto sia importante ritagliare un po’ del proprio tempo da dedicare alla salute e di fare screening e visite gratuite», ha dichiarato Giuseppe Inchingolo, vicedirettore generale Corporate del Gruppo FS. 

A bordo, medici e volontari distribuiranno anche il “Vademecum Salute”, realizzato dalla Fondazione IncontraDonna in collaborazione con il Ministero della Salute e disponibile anche in formato digitale e in diverse lingue. FrecciaRosa ha ottenuto il patrocinio del Ministero della Salute e della Presidenza del Consiglio dei Ministri e, per il quarto anno consecutivo, la Medaglia del Presidente della Repubblica. 

Sedici anni dopo la prima edizione, il principio resta lo stesso: portare la prevenzione dove si trovano le persone, trasformando un viaggio, una stazione o persino una giornata di lavoro nell’occasione per ricordare che, quando si parla di salute, arrivare prima può fare la differenza.

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