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    Nella Lega ora Salvini rischia di essere degradato da Capitano a nostromo

    Matteo Salvini. Credit: Ansa

    Con Giorgetti nel cuore di Draghi (e dei poteri forti) il Capitano leghista rischia di essere declassato a semplice nostromo. I sovranisti fatti a pezzi da Mario Draghi (e dal Quirinale): ora Matteo Salvini teme per la sua leadership

    Di Marco Antonellis
    Pubblicato il 15 Feb. 2021 alle 06:53 Aggiornato il 15 Feb. 2021 alle 08:07

    Ha vinto Giorgetti con il governo Draghi? “La Lega è una squadra, in queste ore leggo del travaglio Pd, di Renzi, del M5s, noi siamo una comunità, quando si sceglie una strada si va dritti, quando facciamo una scelta me ne assumo la responsabilità e penso questa sia stata scelta giusta”. Lo ha detto Matteo Salvini a Mezz’ora in più.

    In realtà il capitano leghista sa perfettamente che le cose non stanno così, come sa altrettanto bene che tra qualche mese potrebbe essere ridotto al rango di semplice “nostromo” perché i signori che con la scelta dei ministri hanno definitivamente tagliato le ali al sovranismo siedono a Palazzo Chigi e al Quirinale.

    D’altra parte i poteri forti di mezzo mondo, a cominciare da quelli di stanza a Berlino e Bruxelles (per non parlare della Casa Bianca ora che non c’è più Trump) non dimenticheranno facilmente il suo passato. “Da quelle parti non è facile come in Italia rifarsi una verginità politica” spiegano ambienti dello Stato profondo tricolore.

    E si ricorda la stima e l’affetto che hanno per il tifosissimo del Southampton Giancarlo Giorgetti (che Salvini non a caso con i fedelissimi descrive “in quota Draghi”): “Gli dobbiamo molto, non ultimo il fatto che ha contribuito moltissimo per portare Mario Draghi a palazzo Chigi”.

    E adesso, per concludere l’operazione, proverà, parallelamente all’azione di governo, a costruire la nuova Lega. Per parlare a tutto il mondo moderato. Per ragionare con i cattolici che hanno smesso di votare (le parole del Cardinale Ruini di tanto tempo fa non sono state dimenticate).

    Insomma, Salvini ha fiutato la trappola: “Ora mi tengono lontano dalla stanza dei bottoni, aspettano che il partito scenda sotto la soglia psicologica del 20% (cosa possibile visto che c’è la Meloni da sola all’opposizione) e poi cominceranno l’assalto alla segreteria magari proprio per mettere Giorgetti (GG per gli amici, ndr) o Zaia”.

    In poche parole, il Capitano ora è costretto a fare buon viso a cattivo gioco ma non è affatto tranquillo per il futuro tanto che per parare il colpo cercherà di blindare il più possibile con i fedelissimi le poltrone di viceministro e sottosegretario. Draghi permettendo.

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