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    Roma, Calenda si dimette da consigliere comunale: “Incompatibile con il mio ruolo di leader”

    Di Niccolò Di Francesco
    Pubblicato il 21 Dic. 2021 alle 11:57

    Roma, Calenda si dimette da consigliere comunale

    Il leader di Azione Carlo Calenda si dimette da consigliere comunale di Roma: lo ha annunciato lui stesso attraverso un post pubblicato sui social.

    “Come previsto e dichiarato agli elettori prima del voto, la presenza in Consiglio Comunale è incompatibile con il lavoro di europarlamentare e leader di partito. Rimanere per ragioni simboliche è assurdo. Lascerò spazio a @F_Carpano che ha coordinato il programma della nostra lista” ha scritto Calenda sul suo profilo Twitter.

    “Francesco è un giovane preparatissimo e molto motivato, che non vede l’ora di dedicare il 100% del suo tempo al lavoro in Consiglio e in particolare ai temi dei rifiuti e dei trasporti che segue da quasi due anni. Dunque largo a lui” ha aggiunto il leader di Azione, sempre sui social, aggiungendo anche: “La coerenza avrebbe richiesto le dimissioni subito, avendole annunciate agli elettori in caso di non elezione a Sindaco. E aggiungo unico ad averlo fatto”.

    In una successiva intervista a Radio Capital, poi, Calenda ha commentato i lavori dell’Assemblea capitolina con le seguenti parole: “È tutto organizzato in modo assurdo. Ti avvertono delle riunioni con pochissimo anticipo. È un lavoro che, per farlo, devi dedicargli il 100% del tuo tempo”.

    “In Consiglio ci sono andato, ho commentato le linee guida di Gualtieri, ho partecipato alle prime votazioni però non avevo mai sperimentato nella mia vita una cosa simile – ha spiegato Calenda – la prima volta che sono andato sono arrivato all’orario stabilito ed eravamo in quattro. Premesso che lavorare così è sbagliato in assoluto ma sicuramente non lo può fare chi è un segretario di partito e un europarlamentare”.

    Sull’operato del neo sindaco Gualtieri e la promessa di ripulire la città dai rifiuti entro Natale, Calenda ha dichiarato: “Io non mi sento di giudicare Gualtieri in due mesi, ci vuole tempo, mi sento di dire che ha detto una stupidaggine”.

    “Se noi non facciamo un termovalorizzatore e non rimettiamo gli spazzini di quartiere possiamo pure fare una pulizia straordinaria ma alla fine quello che ti succede è che ti si risporca la città” ha concluso il leader di Azione.

    Calenda, che alle recenti elezioni comunali è arrivato terzo con il 19,8 per cento delle preferenze, con la sua lista che è risultata essere il primo partito a Roma, aveva già annunciato le sue dimissioni da consigliere, salvo poi cambiare momentaneamente idea per restare qualche mese in più al fine di verificare la “formazione della Giunta e il programma”.

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