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    La ministra Roccella contro Diego Bianchi: “Bisogna liberarsi dell’amichettismo dei compagni”

    Di Marco Nepi
    Pubblicato il 30 Mag. 2023 alle 14:39

    “Mi hanno delusa non tanto i ragazzi che mi hanno censurato quel pomeriggio, quanto le reazioni del giorno dopo. A cominciare dai politici, dai quali mi sarei aspettata almeno la classica formula volterriana che in questi casi non si nega a nessuno: “Non condivido nulla di ciò che dici, ma lotterò perché tu lo possa dire””. In un’intervista a Libero il ministro Roccella esamina quanto accaduto al Salone del libro di Torino e, soprattutto, nel day after.

    “Bisogna liberarsi dall’“amichettismo” di Pd e compagni. Gli intellettuali di oggi sono i più omologati al mainstream. Dopo Torino, troppi politici si sono arrampicati sugli specchi per giustificare la censura. E, tra gli scrittori, un silenzio da amebe”. Eugenia Roccella riprende le polemiche sul Salone del Libro di Torino e attacca Diego Bianchi conduttore e autore di Propaganda Live. “Bisogna liberarsi dall’“amichettismo” di Pd e compagni. Gli intellettuali di oggi sono i più omologati al mainstream. Dopo Torino, troppi politici si sono arrampicati sugli specchi per giustificare la censura. E, tra gli scrittori, un silenzio da amebe. Oggi nessuno scrive più una critica negativa, per i film o i romanzi italiani ci sono solo elogi. Ci si scambiano a vicenda recensioni, presentazioni e ospitate. Sembra di stare sempre nel salottino di Zoro, fra ex compagni di scuola che vanno negli stessi locali, nelle stesse trasmissioni, e usano un linguaggio condiviso. Un ambiente sempre più asfittico… una noia”.

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