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    Meloni ammette che i centri per migranti in Albania sono stati un flop ma precisa: “La colpa non è la mia”

    Credit: AGF

    La premier non può nega il fallimento dell'operazione ma dà la colpa ai giudici

    Di Niccolò Di Francesco
    Pubblicato il 14 Nov. 2025 alle 15:33 Aggiornato il 14 Nov. 2025 alle 15:36

    Costati quasi un miliardo, i centri per migranti costruiti in Albania dopo l’accordo tra il governo Meloni ed Edi Rama sono da circa due anni desolatamente vuoti. Durante il vertice intergovernativo Italia-Albania che si è tenuto a Villa Pamphilj nella giornata di giovedì 13 novembre, la presidente del Consiglio non ha potuto non ammettere che l’operazione non ha finora funzionato dando, però, la colpa ai giudici. “Quando entrerà in vigore il patto di migrazione e asilo, i centri” per i migranti in Albania “funzioneranno esattamente come avrebbero dovuto funzionare dall’inizio” ha dichiarato Meloni al termine del vertice. E sui ritardi ha aggiunto: “La responsabilità non è la mia. Sono passati 2 anni e noi arriveremo 2 anni dopo a fare esattamente quello che avremmo potuto fare 2 anni prima e penso che ciascuno si assumerà le proprie responsabilità”.

    Interpellato sul protocollo migratorio siglato due anni prima con Roma, invece, Edi Rama ha affermato: “Lo rifarei cento volte con l’Italia. Con altri Paesi mai, e gliel’ho detto: ‘non siete l’Italia, è un problema’.” Gli altri Paesi “sono rispettati, ammirati e tutto. Ma se non sono l’Italia, non possono chiedere all’Albania tutto quello che gli viene in mente. Solo l’Italia può, e noi siamo sempre disposti a rispondere ‘sì’, perché ci sentiamo partner integrale di questo Paese”.

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