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    Chi è Maria Spanò, la candidata sindaco di Riace indagata per falso ideologico

    Di Lara Tomasetta
    Pubblicato il 19 Mag. 2019 alle 15:54 Aggiornato il 19 Mag. 2019 alle 15:56

    Maria Spanò, l’aspirante sindaco a capo della lista in cui è candidato Mimmo Lucano, è stata messa sotto indagine dalla procura di Locri.

    L’ipotesi di reato per Spanò, già assessore comunale nella giunta Lucano, è falso ideologico in concorso con l’ex primo cittadino “perché con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, in qualità di pubblici ufficiali, rilasciavano carte d’identità a soggetti stranieri privi dei previsti requisiti, attestando falsamente che fossero residenti a Riace e muniti del permesso di soggiorno”.

    Gli altri due indagati, Annamaria Maiolo e Valentina Micelotta, sono accusati a vario titolo di associazione a delinquere, abuso d’ufficio, truffa e peculato, in concorso con altri soggetti già rinviati a giudizio lo scorso aprile. Nei prossimi  giorni gli indagati saranno sottoposti ad interrogatorio.

    La posizione di Spanò era stata stralciata nel corso dell’udienza preliminare una volta accertato, su richiesta del suo legale, un difetto di notifica. Gli atti dunque sono tornati al pm Michele Permunian che nei giorni scorso ha emesso un nuovo avviso di conclusione indagini.

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    Maria Spanò, sposata, due figli uno di 19 e una di 17, ha atteso, prima di parlare pubblicamente, di avere un ampio e fidato schieramento di sostegno.

    “Sono stata eletta nel 2014 ma per un paio d’anni non ho frequentato molto il consiglio. Non mi trovavo bene e non ero molto d’accordo con alcuni esponenti della giunta. Parlavo molto con Domenico, ma tutto finiva lì. Nel febbraio del 2016 sono aumentate le pressioni nel Comune”, raccontava la candidata in una recente intervista al quotidiano Left.

    E sulle accuse la Spanò ha subito ribadito: “Non si tratta di una nuova inchiesta – spiega la candidata sindaco– ma di uno stralcio del primo filone, diviso da quello principale per problemi tecnici”.
    La notifica tuttavia le è stata consegnata a diversi mesi dalla chiusura della prima tranche dell’inchieta Xenia e proprio a ridosso delle consultazioni elettorali.

    L’inchiesta Xenia riguardava il sindaco Mimmo Lucano. Lucano, che ha amministrato il comune della Locride per tre mandati, è stato sospeso dall’incarico di primo cittadino ed è attualmente sottoposto a divieto di dimora a Riace. È stato rinviato a giudizio nell’ambito di un’indagine della Procura di Locri.

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