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    Asse Lega-Mosca per far cadere Draghi? Salvini smentisce. Letta: “Vogliamo sapere se è stato Putin”

    Di Marta Vigneri
    Pubblicato il 28 Lug. 2022 alle 20:53 Aggiornato il 28 Lug. 2022 alle 21:06

    Il retroscena pubblicato oggi dal quotidiano La Stampa sui presunti rapporti tra Lega e funzionari del governo russo scuote la campagna elettorale appena avviata, con i partiti di centrosinistra che domandano chiarezza e il leader del Carroccio che smentisce le rivelazioni. Secondo il quotidiano torinese, che ha pubblicato stralci di documenti attribuiti all’intelligence nazionale, il consigliere per i rapporti internazionali del leader della Lega Salvini, Antonio Capuano, avrebbe avuto contatti, a fine maggio, con Oleg Kostyukov, “importante funzionario dell’ambasciata russa” in Italia. Tra le conversazioni riportate, i colloqui tra il consigliere del Carroccio e il funzionario di Mosca, due mesi prima della caduta del governo.

    “Il diplomatico, facendo trasparire il possibile interesse russo a destabilizzare gli equilibri del governo italiano con questa operazione avrebbe chiesto se i ministri della Lega fossero intenzionati a rassegnare le dimissioni dal governo”. Secondo il quotidiano, Kostyukov è l’uomo che comprò i biglietti della missione, poi saltata, di Matteo Salvini a Mosca. Le conversazioni tra Capuano e Kostyukov sulla situazione del governo italiano sarebbero avvenute proprio in quel periodo, tra il 27 e il 28 maggio: il giorno prima Draghi aveva avuto un colloquio con Mosca per sbloccare le scorte di grano.

    “Sono fesserie. Io ho lavorato e lavoro per la pace e per cercare di fermare questa maledetta guerra. Figurati se vado a parlare di ministri e viceministri, mi sembra la solita fantasia su cui c’é Putin, c’è il fascismo, il razzismo, il nazismo, il sovranismo. Non penso che Putin stia dietro al termovalorizzatore di Roma”, ha dichiarato Salvini. Da parte sua l’Autorità delegata alla sicurezza della Repubblica, il sottosegretario Gabrielli, ha dichiarato che “le notizie apparse sul quotidiano La Stampa, circa l’attribuzione all’intelligence nazionale di asserite interlocuzioni tra l’Avvocato Capuano e rappresentanti dell’Ambasciata della Federazione Russa in Italia, per far cadere il Governo Draghi, sono prive di ogni fondamento come già riferito al Copasir, in occasione di analoghi articoli, apparsi nei mesi scorsi”.

    Ma La Stampa in giornata, tramite una precisazione della direzione del quotidiano, è tornata a confermare quanto rivelato dal giornalista Jacopo Iacoboni. “I documenti visionati dal nostro giornale sono una sintesi informale del lavoro d’intelligence sulla vicenda, comunicati ai competenti livelli istituzionali”, si legge nella nota. L’ambasciata russa da parte sua non ha commentato la vicenda, ma dichiarato di non avere “nulla da aggiungere a quello che è già stato detto in giugno”, quando cioè aveva reso noto di avere “assistito Salvini e le persone che lo accompagnavano nell’acquisto dei biglietti aerei” per il suo viaggio a Mosca previsto per il 29 maggio, poi cancellato. L’ambasciata aveva aggiunto che la cifra era stata restituita da Salvini e che il rimborso sarebbe avvenuto anche se il viaggio ci fosse stato.

    Intanto i partiti che hanno votato la fiducia al governo Draghi domandano che la vicenda sia chiarita. “Le rilevazioni di oggi sulla Stampa sui legami tra Salvini e la Russia di Putin sono inquietanti, la campagna elettorale inizia nel modo peggiore, con una grandissima macchia su questa vicenda. Vogliamo sapere se è stato Putin a far cadere il governo Draghi”, ha affermato il segretario del Pd Enrico Letta a margine dell’assemblea di Coldiretti, annunciando che interesserà del tema il Copasir e preparerà interrogazioni parlamentari: “Se così fosse sarebbe una cosa di una gravità senza fine. Salvini non è riuscito neanche a smentire con una dichiarazione che conferma tutti i suoi legami oscuri”, ha aggiunto.

    “Credo che Salvini debba spiegare queste sue relazioni con la Russia, negli stessi giorni in cui si faceva pagare in rubli il biglietto per Mosca, che poi ha restituito”, ha dichiarato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

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