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    Grillo attacca: “Vedere Autostrade per l’Italia a Genova è stato come vedere i nazisti a Stazzema”

    Beppe Grillo

    Il post sul blog il giorno dopo la commemorazione per il crollo del ponte Morandi

    Di Maria Teresa Camarda
    Pubblicato il 15 Ago. 2019 alle 16:09 Aggiornato il 15 Ago. 2019 alle 16:12

    Grillo attacca Autostrade per l’Italia

    Il giorno dopo la commemorazione del crollo del ponte Morandi a Genova, Beppe Grillo attacca Autostrade per l’Italia e Atlantia con un durissimo post sul blog: “La presenza di Atlantia e Autostrade alla commemorazione di Genova era l’equivalente di Casapound oppure i nazisti dell’Illinois al memoriale di Sant’Anna di Stazzema”. L’ex leader del Movimento 5 stelle lo scrive in un post intitolato “Ma se ghe pensu”.

    “La mia solidarietà e vicinanza più assolute vanno al capo dello stato, che ha scelto di non dire nulla e alle famiglie delle vittime, che hanno saputo imporsi e far allontanare gli innominabili (ma solo per oggi)”, ha aggiunto.

    Ieri, dopo aver saputo che una delegazione di Atlantia e di Autostrade per l’Italia era presente alla cerimonia di commemorazione delle 43 vittime del crollo del Ponte Morandi, avvenuto 12 mesi fa, alcuni parenti delle persone morte hanno chiesto indignati alle istituzioni che venisse allontanata.

    > Commemorazione Ponte Motandi: la diretta di TPI da Genova 

    La delegazione è stata informata e per rispetto della volontà dei familiari ha lasciato il capannone della cerimonia. Solo allora la messa è iniziata.

    Elogio di Grillo a Genova

    Per Grillo “la voragine che ha sostituito il ponte Morandi è ancora lì, non è un ricordo da cui decondizionarsi in stolide cerimonie. La ferita sanguina ancora, il corpo che la ha subita ha mostrato ancora tutto il suo carattere, Genova ci ricorda ancora la forma ed il contenuto del suo carattere: l’unica città italiana che ha davvero cacciato gli oppressori, e continuerà a farlo”.

    “La memoria – esordisce Grillo sul suo post – ha una stretta relazione con le emozioni, ricordiamo quello che ci ha emozionato oltre ad essere importante. Questa è oramai una constatazione su cui resta ben poco da discutere. Se rievochiamo il passato trasformando le emozioni in rigidi cerimoniali, senza passione, significa che abbiamo trovato il modo per rimuovere, sotto una specie di controllo ipnotico, quello che è successo. Le emozioni si congelano nelle espressioni identiche a quelle di Spock degli officianti istituzionali (il personaggio extraterrestre di Star Trek con le orecchie a punta, incapace di provare e riconoscere la paura, la gioia e qualunque altra forma di passione)”.

    “I giorni della memoria sono come le tecniche di decondizionamento dalla paura nel caso delle fobie, ripetute esposizioni a quello che la scatena che viene solo rappresentato e meno possibile vissuto. Le emozioni sono le ultime vittime di ogni tragedia e di ogni gioia, eppure sono l’essenza di ogni ricordo autentico. Come siamo attoniti e straniti dal fatto che il ‘ricordo di un amore viaggia nella testa’ e poco nel cuore così, mentre ci raccogliamo in cerimonie anemiche, sentiamo soltanto amarezza”.

    Grillo e la crisi di governo

    Da quando è iniziata la crisi di governo, il fondatore del Movimento 5 stelle è tornato a tuonare dal suo blog. In uno degli ultimi post ha definito l’ex premier Matteo Renzi “avvoltoio”, mettendo in guardia i suoi dalla tentazione di stringere accordi rischiosi; e il ministro dell’Interno Matteo Salvini, “sceriffo in fuga”, per via della rottura dell’alleanza e della spinta verso le elezioni anticipate.

     

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