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    In Piemonte la giunta leghista si alza lo stipendio di mille euro in più al mese

    Lega Piemonte Credit: Facebook

    Un progetto di legge presentato dalla Lega prevede un aumento dei rimborsi per chi utilizza l'auto blu

    Di Veronica Di Benedetto Montaccini
    Pubblicato il 10 Feb. 2020 alle 09:45 Aggiornato il 10 Feb. 2020 alle 09:48

    Giunta leghista in Piemonte si alza lo stipendio di mille euro in più al mese

    La giunta leghista che guida il Piemonte si alza di mille euro lo stipendio.

    In Regione un progetto di legge a prima firma Alberto Preioni, capogruppo della Lega a Palazzo Lascaris, punta ad aumentare i salari degli assessori, ristretti nel 2012 quando sull’onda di Rimborsopoli si decise che chi, nella giunta e nell’ufficio di presidenza del Consiglio, utilizzava l’auto blu con relativo autista, avrebbe avuto una decurtazione nello stipendio di un terzo sulla parte relativa al rimborso spese: 3 mila e 500 euro che gli assessori dotati di chauffeur si sono trovati, finora, ridotta a seconda dei mesi, tra i 1200 e i 1700.

    Giunta leghista e l’aumento di stipendio: cosa è successo

    La logica, come racconta Repubblica Torino, era stata quella del risparmio: chi usa l’auto blu ha diritto a un rimborso inferiore. Chi si muove con mezzi propri ha invece il rimborso pieno per l’usura e la manutenzione del veicolo e per i costi sostenuti per benzina e autostrade.

    Il teorema reggeva, salvo il paradosso dei consiglieri regionali, soprattutto i capigruppo o presidenti di commissione che non hanno diritto all’autista, che grazie all’interno rimborso spese finivano per guadagnare come o più del presidente della giunta o degli assessori.

    Secondo i cedolini pubblicati sul sito del Consiglio regionale, il presidente Cirio a gennaio ha percepito un compenso lordo di 9 mila e 33 euro, e un netto di 6 mila 700, il suo vice presidente e gli assessori 8 mila 583, sempre lordi (5 mila 9 netti) a fronte degli 8500 euro che spettano a un consigliere regionale senza incarichi, ai 9250 di chi presiede una commissione e dei 9500 del capogruppo: tra i 6,8 e i 7 mila 200 netti, secondo i mesi e le trattenute. Con la legge di Preioni presidente e assessore guadagneranno circa mille euro in più rispetto a ora, riequilibrando il divario con gli eletti a Palazzo Lascaris.

    L’attacco dell’opposizione

    Movimento 5 Stelle e Pd, dall’opposizione, attaccano “l’ennesimo regalo alla casta”: “Noi ci tagliamo gli stipendi, loro ne vogliono sempre di più! 8.000 euro al mese non bastano?”, scrivono i pentastellati.

    Mentre per il capogruppo dem Domenico Ravetti “siamo tuttora i consiglieri regionali che costano meno di tutti i consiglieri regionali d’Italia. Non abbiamo vitalizi e non è prevista alcuna forma specifica di pensione. In questo contesto cosa fa la Lega? Propone l’aumento dello stipendio alla Giunta che, a dire il vero, se dovessimo pagarla per quello che produce i piemontesi risparmierebbero un sacco di soldi”.

    La replica della Lega

    Con un post su Facebook il capogruppo leghista Preioni, prima firma del progetto di legge, difende la scelta: “La Regione Piemonte non spenderà un euro in più per le indennità della giunta, è previsto il taglio del 10 per cento negli staff di comunicazione degli assessori. Viene eliminata la penalità per l’utilizzo dell’auto di servizio, per risolvere l’anomalia che il presidente e la giunta con tutte le responsabilità percepisca meno di qualsiasi consigliere”.

    È una pura riorganizzazione delle attività della giunta – continua Preioni – che non aumenta lo stipendio a nessuno, ma che rimodula le spese di gestione. Riduce del 10 per cento le spese di staff ed elimina la penalizzazione nell’uso dell’auto. Perché l’auto non è un lusso né un privilegio. Ma uno strumento di lavoro per assessori che hanno una media di percorrenza annua di 50.000 km. Si risolve pertanto una anomalia che vedrebbe un consigliere regionale senza incarichi essere retribuito di più di un assessore o del presidente stesso senza avere né gli impegni né tanto meno le responsabilità funzionali dovute al ruolo di governo”.

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