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    È morta Emma Bonino, la storica leader radicale aveva 78 anni

    Credit: AGF

    Addio a una protagonista di oltre mezzo secolo di storia politica italiana

    Di Niccolò Di Francesco
    Pubblicato il 11 Set. 2026 alle 09:54 Aggiornato il 11 Set. 2026 alle 09:57

    Emma Bonino non ce l’ha fatta: la storica leader radicale è morta all’età di 78 anni. La notizia è stata diffusa dai Radicali: “Emma ci ha lasciati ma non ci lascerà mai. Oggi non ci lascia soltanto la nostra leader, ci lascia una delle protagoniste più lucide, coraggiose e libere della storia politica del nostro Paese e del mondo libero”. Ricoverata d’urgenza alcuni giorni fa a causa di una crisi respiratoria, Bonino sembrava essersi ripresa anche se le sue condizioni rimanevano estremamente gravi. “Emma fu ‘scelta dalla politica radicale’ quando un divieto cambiò la sua giovane vita – si legge ancora nella nota – E da quel momento decise che avrebbe lottato affinché non potesse capitare mai più a nessuna. Attivista, parlamentare, ministra, commissaria europea. Sempre radicalmente libera. La sua vita è stata una lunga lotta contro tutto ciò che nega le libertà: contro l’aborto clandestino, contro la fame nel mondo, contro la partitocrazia, contro l’infibulazione, contro il giustizialismo, contro i genocidi, contro ogni forma di autoritarismo. Ma ancora più numerose sono state le sue battaglie per la democrazia, per lo Stato di diritto, per la giustizia internazionale, per i diritti e i doveri di ogni persona e ogni famiglia, per l’autodeterminazione delle donne, per la libertà di scegliere, fino alla fine. E per l’Europa unita, democratica e federale: gli Stati Uniti d’Europa. È questo il suo testamento: non è importante quante volte occorra perdere prima di riuscire a vincere e conquistare una libertà per tutti. Non ci sono parole per descrivere il dolore e il vuoto che proviamo oggi. Da domani proveremo a trovare le parole giuste per trasformare la gratitudine che proviamo per aver potuto lottare al suo fianco nel coraggio di continuare a batterci come ci ha insegnato. Grazie Emma, dal profondo del cuore”.

    Emma Bonino è stata una delle figure più importanti e riconoscibili della politica italiana degli ultimi cinquant’anni. Storica esponente radicale, parlamentare italiana ed europea, commissaria Ue, ministra e vicepresidente del Senato, ha legato il proprio nome alle grandi battaglie per i diritti civili, all’europeismo, alla difesa dei diritti umani e alla lotta contro la pena di morte. Nata a Bra, in provincia di Cuneo, il 9 marzo 1948, si trasferì a Milano per gli studi universitari e nel 1972 si laureò in Lingue e Letteratura moderna all’Università Bocconi. Il suo ingresso nella politica avvenne negli anni Settanta e coincise con una delle stagioni più intense delle battaglie radicali in Italia.

    Si avvicinò al Partito Radicale di Marco Pannella, del quale divenne presto uno dei volti più conosciuti. Furono gli anni delle campagne per i diritti civili, il divorzio, l’aborto, l’obiezione di coscienza e contro il nucleare. Nel 1975 partecipò alla fondazione del Centro d’informazione sulla sterilizzazione e sull’aborto e si espose in prima persona nella battaglia per la legalizzazione dell’interruzione volontaria di gravidanza. Nel 1976, a soli 28 anni, venne eletta per la prima volta alla Camera dei deputati nelle liste del Partito Radicale. Fu l’inizio di una lunghissima esperienza nelle istituzioni italiane ed europee. Nel 1979 venne eletta per la prima volta anche al Parlamento europeo.

    La dimensione internazionale divenne progressivamente uno dei tratti distintivi della sua attività politica. Bonino si impegnò nelle campagne contro la fame nel mondo e successivamente nella battaglia per la creazione di una giustizia penale internazionale capace di perseguire genocidi, crimini di guerra e crimini contro l’umanità. Un’altra delle campagne alle quali legò indissolubilmente il proprio nome fu quella contro la pena di morte. Partecipò alla nascita di Nessuno Tocchi Caino e di Non c’è Pace Senza Giustizia e fu tra le protagoniste della lunga mobilitazione internazionale che portò nel 2007 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ad approvare una storica risoluzione per una moratoria universale delle esecuzioni.

    Negli anni Novanta arrivò uno degli incarichi più prestigiosi della sua carriera. Bonino venne nominata commissaria europea nella Commissione presieduta da Jacques Santer, ricoprendo l’incarico dal 1995 al 1999 e occupandosi, tra le altre cose, di aiuti umanitari, pesca e tutela dei consumatori. Quel ruolo la portò direttamente in alcuni dei principali scenari di crisi internazionali dell’epoca e contribuì a consolidare il suo profilo politico ben oltre i confini italiani. Terminata l’esperienza alla Commissione europea, nel 1999 tornò al Parlamento europeo e venne nuovamente eletta nel 2004. Parallelamente proseguì le sue campagne per i diritti umani e per la condizione delle donne, dedicandosi anche alla lotta contro le mutilazioni genitali femminili.

    Tra il 2002 e il 2004 trascorse lunghi periodi al Cairo, dove studiò la lingua araba e seguì da vicino le trasformazioni politiche e sociali del Medio Oriente. Fu una scelta che testimoniò ancora una volta la dimensione internazionale della sua attività e la particolare attenzione dedicata al rapporto tra Europa e mondo arabo. Nel 2006 entrò nel secondo governo guidato da Romano Prodi come ministra per il Commercio internazionale e per le Politiche europee. Due anni più tardi venne eletta al Senato e nominata vicepresidente di Palazzo Madama, incarico che mantenne fino al 2013.

    Proprio nel 2013 arrivò un altro dei momenti più significativi della sua carriera istituzionale. Il presidente del Consiglio Enrico Letta la scelse come ministra degli Affari esteri. Bonino guidò la Farnesina dall’aprile 2013 al febbraio 2014, diventando una delle poche donne ad aver ricoperto fino a quel momento l’incarico di ministro degli Esteri nella storia della Repubblica. La sua attività rimase profondamente legata all’eredità politica radicale e alla figura di Marco Pannella, ma nel corso degli anni Bonino costruì un profilo autonomo. Convinta europeista e federalista, sostenne per tutta la vita la necessità di una maggiore integrazione dell’Unione europea e si schierò contro nazionalismi e sovranismi.

    Nel 2017 partecipò alla nascita di +Europa, formazione politica di ispirazione liberale, radicale ed europeista. Alle elezioni politiche del 2018 tornò in Senato, dove rimase fino alla conclusione della XVIII legislatura nel 2022. Accanto agli incarichi istituzionali, una parte fondamentale della sua storia fu rappresentata dalle battaglie condotte fuori dal Parlamento. Dalla legalizzazione dell’aborto alla lotta contro la pena capitale, dai diritti delle donne alla giustizia internazionale, fino alla difesa delle libertà individuali, Bonino utilizzò referendum, scioperi della fame, iniziative nonviolente e mobilitazioni internazionali come strumenti di azione politica. Nel gennaio 2015 annunciò pubblicamente di avere un tumore al polmone. Scelse di parlare apertamente della malattia e delle cure senza abbandonare l’attività politica. Dopo anni di terapie, nel 2023 annunciò di essere guarita dal tumore.

    Negli anni successivi le sue condizioni di salute sono state segnate da altri problemi. Pochi giorni fa è stata ricoverata d’urgenza all’ospedale Santo Spirito di Roma a causa di una grave crisi respiratoria. Vigile durante il ricovero e, dopo alcuni giorni trascorsi in terapia intensiva, il 10 settembre era stata trasferita in una struttura privata.

    Con lei è scomparsa una delle protagoniste della stagione delle grandi battaglie civili dell’Italia repubblicana. La sua storia politica è rimasta indissolubilmente legata a quella di Marco Pannella e del movimento radicale, ma nel corso di oltre mezzo secolo Bonino ha assunto una dimensione politica propria, diventando una figura conosciuta anche a livello europeo e internazionale. Deputata, senatrice, parlamentare europea, commissaria Ue, vicepresidente del Senato e ministra degli Esteri: gli incarichi istituzionali raccontano soltanto una parte della sua lunghissima carriera. A definirne il percorso sono state soprattutto le battaglie combattute con continuità per più di cinquant’anni, spesso su questioni che, quando Bonino iniziò ad affrontarle, dividevano profondamente la società italiana. Dall’aborto alla pena di morte, dai diritti delle donne all’Europa, dalla giustizia internazionale alle libertà individuali, Emma Bonino ha attraversato da protagonista oltre mezzo secolo di storia politica italiana.

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