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    Elly Schlein scioglie la riserva e si candida alla segreteria del Pd: “Diseguaglianze, clima e precarietà siano le priorità”

    Di Massimiliano Cassano
    Pubblicato il 4 Dic. 2022 alle 17:26

    Alle primarie del Partito Democratico saranno almeno tre i candidati in corsa: alle già note candidature dell’ex ministra delle Infrastrutture Paola De Micheli e del presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini si aggiunge anche la deputata Elly Schlein, che oggi ha sciolto la riserva dopo settimane di voci sulla sua volontà di confrontarsi per ottenere la leadership del partito. Sostenuta dal segretario uscente Enrico Letta e anche da un volto storico del Pd come Dario Franceschini, Schlein ha tenuto oggi un comizio a Roma sostenendo che il partito debba ritrovare una identità “chiara, comprensibile e coerente”, da “partito di sinistra”.

    Nel suo discorso la ex vicepresidente dell’Emilia Romagna ha chiesto un “rinnovamento a tutti i livelli”, dalla dirigenza alle priorità: vorrebbe uno slittamento a sinistra, con maggiore attenzione ai temi ecologici e femministi, al lavoro precario. Un nuovo Pd che si occupi di “progressività fiscale, del diritto alla casa, della scuola pubblica”. E che cerchi di capire “come cambiare il modello di sviluppo neoliberista che si è rivelato insostenibile per le persone e per il pianeta”. “La visione del futuro che parte da noi – ha aggiunto Schlein – parte da tre sfide cruciali: diseguaglianze, clima e precarietà. Le destre non ne parlano, è come se vivessero in un altro paese”. La 37enne, già europarlamentare dal 2014 al 2019, non è formalmente iscritta al Pd: dovrà farlo proprio per correre alle primarie. Il congresso dem proseguirà fino ai primi mesi del prossimo anno, poi gli iscritti si esprimeranno sui candidati alla segreteria, e i due più votati si affronteranno nelle consultazioni che si terranno a marzo.

    Molti vedono in lei una donna capace di lanciare il Pd in una nuova dimensione politica, più moderna e radicale al tempo stesso. Dovesse vincere rappresenterebbe un profilo totalmente diverso dai vari leader che si sono avvicendati alla segreteria. Il suo principale sfidante è Bonaccini, che è molto apprezzato tra gli amministratori locali ma non ha ancora ottenuto l’appoggio di nessuna delle correnti più forti.

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