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    “L’aborto non è un diritto”: cosa propone il partito di Vannacci su natalità e famiglia

    Foto AGF

    "No alle unioni civili, No alla pillola Ru-486 in ambulatorio o a domicilio, no a contenuti genderisti e omosessualisti". Futuro Nazionale presenta il suo programma su famiglia e natalità

    Di Marco Nepi
    Pubblicato il 24 Ago. 2026 alle 17:20 Aggiornato il 24 Ago. 2026 alle 18:06

    Futuro Nazionale non riconosce il diritto d’aborto, vuole istituire un “Ministero della Vita, della Famiglia naturale e dell’Identità” e intende vietare in televisione qualsiasi “contenuto genderista/omosessualista“. Lo si legge nella seconda parte del programma del partito dell’ex generale Roberto Vannacci, pubblicata oggi sul sito web della formazione politica.

    In tema di aborto, i vannacciani scrivono: “Occorre constatare che la vigente legge 194/1978 di fatto non prevede l’istituzione di un presunto diritto di aborto, espressione linguistica che infatti, nel testo normativo, non compariva né compare in alcun articolo, ma procedeva di fatto ad una depenalizzazione circostanziata dell’aborto che, comunque la si pensi, non istituisce un diritto“.

    Nel programma non si parla di cancellazione della Legge 194, ma ci si impegna ad “attuarne gli aspetti di prevenzione e sostegno alla vita” anche attraverso la presenza delle associazioni pro-vita nei consultori, forme di sostegno economico alle gravidanze difficili e pratiche come quella di mostrare alle madri il proprio figlio e farne ascoltare il battito cardiaco. Secondo FN, dovrebbe essere vietato somministrare la pillola abortiva Ru-486 in regime ambulatoriale o domiciliare.

    Inoltre, nel documento si propone di introdurre l’obbligo di collocare la “Culla per la Vita” in ogni ospedale dotato di reparto maternità allo scopo di “accogliere bambini che verrebbero altrimenti abbandonati in forme estremamente pericolose per la loro sopravvivenza”.

    Per il partito di Vannacci il Codice Civile dovrebbe riconosce il “concepito come soggetto titolare di interessi giuridicamente tutelati”: di conseguenza, da un lato si propone l’istituzione di aggravanti per reati contro donne incinte che causino la perdita del nascituro e dall’altro il bambino viene riconosciuto come tale già durante la gravidanza ai fini di bonus e altre agevolazioni.

    FN propone di ripristinare il Ministero della Famiglia cambiandone però la denominazione in Ministero della Vita, della Famiglia naturale e dell’Identità nel tentativo di “affrontare in modo diretto e prioritario la più grave crisi che colpisce oggi l’Italia, quella demografica, in un contesto di politiche complessive con le quali la demografia sia raccordata alla protezione della vita dal concepimento alla morte naturale e alla difesa dell’identità del nostro popolo”. Si prevede poi l’istituzione della Giornata nazionale della Vita nascente, il 25 marzo, e di un Piano nazionale per la Vita nascente e la Prevenzione dell’Aborto.

    Non solo: nel programma viene ipotizzato anche – ma “si tratta per il momento solo di una idea che offriamo al dibattito italiano” – di assegnare ai genitori un diritto di voto aggiuntivo per ciascuno dei propri figli. “Sarebbe una forma di ponderazione democratica del voto, che tiene conto del peso di chi rappresenta una società domestica, ovvero una famiglia”, si legge nel documento.

    A proposito di famiglia, per i vannacciani è degna di tal nome solo “quella che nasce dall’unione eterosessuale di un uomo e di una donna”. Futuro Nazionale, è scritto nel programma “si oppone a qualsiasi equiparazione della famiglia naturale ad altre forme di convivenza e ad istituti giuridici di coppia ideologicamente propugnati dalla cultura cosiddetta woke per giungere alla pseudogenitorialità contraria alla natura per situazioni diverse da quella prevista dalla biologia e dal diritto naturale”.

    Il partito di Vannacci si propone di vietare “la diffusione di programmi, scene tv, spot pubblicitari ecc… di contenuto genderista/omosessualista nel caso in cui a questi contenuti, per i mezzi, gli orari o altre circostanze, possano essere esposti i bambini”. Pena la sospensione della licenza per le trasmissioni che violino i divieti

    Oltre alla pratica del cosiddetto “utero in affitto”, FN punta a prevedere come reato universale anche qualsiasi intervento chirurgico o ormonale volto al cambio di genere per i minorenni. Più in generale, nel programma si legge che “l‘Italia dovrà rifiutarsi di accettare ed applicare qualsiasi direttiva internazionale volta alla promozione dell’ideologia woke della cosiddetta agenda Lgbt“.

    In compenso, nelle scuole superiori, il partito vuole introdurre “moduli di educazione alla difesa e alla sicurezza nazionale, presentando l’eccellenza delle nostre Forze Armate e favorendo l’attrattiva dei migliori giovani con i caratteri adeguati per svolgere questa speciale funzione a difesa del Paese”.

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