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    Se anche Fratelli d’Italia si inchina a Zio Sam

    Credit: AGF

    Si fa un gran parlare della “postura internazionale” di Meloni. Ma la realtà è che il Governo è subalterno agli Usa. Dalla guerra in Ucraina al commercio. Una linea che non fa gli interessi del nostro Paese

    Di Maurizio Tarantino
    Pubblicato il 22 Set. 2023 alle 07:00

    Capita non di rado, in tempi di subalternità della politica alla comunicazione, che vengano introdotti concetti, ripetuti con frequenza da giornalisti e politici, che diventano di dominio popolare come se fossero sempre stati parte del linguaggio di uso comune e vengono esibiti in ogni trasmissione, o intervento parlamentare o reel su Instagram. A volte, adottare termini diretti e semplici può essere impopolare, per cui vengono creati concetti intermedi che, procedendo per metafora, hanno il compito di rendere un’idea, offrendo una percezione positiva, per esprimere nei fatti l’esatto opposto. 

    Umberto Eco insegnava a distinguere il significante dal significato e a porre attenzione nel caso si proceda per metafora per rappresentare un ossimoro. Si adotta un termine accettabile, per esempio, per far passare come vera una menzogna.

    Prendiamo il termine “riformista” con cui la sinistra in Italia ha dilapidato la sua identità. Nel significante del termine “riformatore” o “rigeneratore” si è manifestato un significato che rappresenta una mutazione genetica e che ha trasformato l’ideale comunista nel suo opposto liberista. Ultimamente, il concetto di “postura internazionale” sta guadagnando popolarità. 

    A sentirne l’effetto fonetico, il termine “postura” richiama concetti ancestrali: stare dritti, essere concentrati, non essere scomposti. Tutti, dall’infanzia in poi, siamo stati influenzati dal concetto di “postura”. Ed è per queste ragioni evocative che, prima i media, e poi l’intera classe politica hanno subdolamente adottato questo termine per rappresentare l’affidabilità, la dignità, la maturità con cui i rappresentanti dell’Italia devono presentarsi nei contesti internazionali. Postura è divenuto sinonimo di integerrima rettitudine morale.

    Peccato che nella realtà dei fatti, in merito alla guerra in Ucraina, al libero mercato tra Oriente e Occidente, agli scambi commerciali con la Russia e così via, questo termine sia stato abusato dalla presidente Meloni per nascondere una posizione di sottomissione agli Stati Unit. 

    Nel nome della “postura internazionale” il Governo  ha di fatto piegato l’Italia agli interessi degli Usa, azzerando ogni capacità di dialogo e adottando una posizione supina nei confronti della Nato.

    Questo inchinarsi agli interessi statunitensi impoverisce gli italiani ogni giorno, portando le famiglie a esaurire i loro risparmi, indebitandosi con tassi d’interesse elevati e facendo sì che le bollette diventino insostenibili, mentre i beni di prima necessità diventano sempre più inaccessibili. Ma non è forse più dignitosa la postura di Papa Francesco o quella di Ignacio Lula?

    Un’intera classe dirigente, armata fino ai denti, ha persino destinato i fondi del Pnrr all’acquisto di armi: un capolavoro di distorsione del significato. La Next Generation Ue al servizio della guerra.

    La postura dell’Italia nello scacchiere internazionale è simile a quella di alcuni maggiordomi che cercano di guadagnarsi il favore del (presunto) padrone meglio degli altri membri del personale di servizio.

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