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    Se non sapete di cosa parlate, lasciate la violenza sulle donne fuori dalla campagna elettorale

    credit: ansa foto
    Di Lara Tomasetta
    Pubblicato il 23 Ago. 2022 alle 11:31 Aggiornato il 23 Ago. 2022 alle 11:37

    Per quanto lo slogan del “salviamo le nostre donne” abbia sempre fatto un’ottima presa sull’elettorato, mi sento di dover salvare – per quanto possibile – la discussione sulla violenza sessuale sulle donne dal dibattito politico pre elezioni.

    Quello che è accaduto ieri resterà come fulgido esempio di cattivo giornalismo e cattiva politica. Partiamo dal fatto: il quotidiano il Messaggero ha pubblicato un video, pixelato, di uno stupro avvenuto a Piacenza per opera di un cittadino originario della Guinea, in attesa di permesso di soggiorno, nei confronti di una cittadina ucraina. Circa due minuti di pura pornografia, culto del morboso, messi alla mercé di chiunque senza cura alcuna della privacy e della sensibilità della vittima le cui urla resteranno impresse nella mente di molti. Notiziabilità del video: nessuna. Gli stupri sono purtroppo all’ordine del giorno ma finora nessuno si era sognato di pubblicare il filmato del fatto con audio.

    Il video è stato poi rilanciato dalla leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni sui propri canali social per ribadire i punti cardine della sua battaglia elettorale secondo cui “la sicurezza è fuori controllo, anche grazie alle surreali politiche di immigrazione portate avanti in questi anni dalla sinistra”. Insomma nulla di nuovo se non fosse che il limite questa volta è stato ampiamente superato, tanto che il video è stato poi rimosso e il Garante per la protezione dei dati personali ha avviato “un’istruttoria per accertare eventuali responsabilità da parte dei soggetti che a vario titolo e per finalità diverse vi hanno proceduto e avverte tutti i titolari del trattamento a verificare la sussistenza di idonee basi giuridiche legittimanti tale diffusione”.

    Ma veniamo a chi davvero conta in tutta questa storia: la vittima. Da destra a sinistra nessuno ha pensato al danno enorme causato alla donna che si è vista, seppur non identificabile, piazzata sulle bacheche social di tutta Italia e, di riflesso, sui giornali nazionali e internazionali. Il tutto per un mero scopo elettorale. Se vogliamo parlare di violenza sulle donne, facciamolo. Ma facciamolo seriamente e smettiamo di strumentalizzare qualsiasi episodio perché non è un tema che può prestarsi a un simile gioco.

    Se la politica intende puntare l’attenzione sulle donne vittime di stupri e aggressioni fisiche lo faccia con l’aiuto delle associazioni e con la forza dei numeri.

    Secondo i dati Istat, il 31,5% delle 16-70enni (6 milioni 788 mila) ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale: il 20,2% (4 milioni 353 mila) ha subìto violenza fisica, il 21% (4 milioni 520 mila) violenza sessuale, il 5,4% (1 milione 157 mila) le forme più gravi della violenza sessuale come lo stupro (652 mila) e il tentato stupro (746 mila).

    Ha subìto violenze fisiche o sessuali da partner o ex partner il 13,6% delle donne (2 milioni 800 mila), in particolare il 5,2% (855 mila) da partner attuale e il 18,9% (2 milioni 44 mila) dall’ex partner. La maggior parte delle donne che avevano un partner violento in passato lo hanno lasciato proprio a causa delle violenza subita (68,6%). In particolare, per il 41,7% è stata la causa principale per interrompere la relazione, per il 26,8% è stato un elemento importante della decisione.

    Il 24,7% delle donne ha subìto almeno una violenza fisica o sessuale da parte di uomini non partner: il 13,2% da estranei e il 13% da persone conosciute. In particolare, il 6,3% da conoscenti, il 3% da amici, il 2,6% da parenti e il 2,5% da colleghi di lavoro.

    Le donne straniere hanno subìto violenza fisica o sessuale in misura simile alle italiane nel corso della vita (31,3% e 31,5%). La violenza fisica è più frequente fra le straniere (25,7% contro 19,6%), mentre quella sessuale più tra le italiane (21,5% contro 16,2%). Le straniere sono molto più soggette a stupri e tentati stupri (7,7% contro 5,1%). Le donne moldave (37,3%), rumene (33,9%) e ucraine (33,2%) subiscono più violenze.

    Secondo i dati dell’Osservatorio Diritti risalenti al 2021, una violenza sessuale è stata denunciata ogni 131-132 minuti. Una media quotidiana di 11 tra stupri e abusi non taciuti dalle vittime, più di 300 fascicoli nuovi al mese. Le statistiche operative sono state elaborate e diffuse dalla Direzione centrale di polizia criminale e sintetizzano le storie e i drammi di centinaia e centinaia di persone violate, in prevalenza donne e ragazze.

    Per concludere, passiamo a un dato che sicuramente può interessare la leader di Fratelli d’Italia: tre quarti degli autori di violenze sessuali sono italiani; l’87% degli indagati è di genere maschile, il 13% di genere femminile.

    La nazionalità predominante è quella italiana (72%, contro il 28% di quella non italiana). Gli under 18 sono il 2% dei presunti responsabili e gli over 65 il 22%. La fascia d’età 18-24 corrisponde al 9% delle persone sotto inchiesta, i 25-34enni sono il 22%, i 35-44enni il 31% e i 45-64enni il 22 per cento.

    Nessun video, nessuno slogan renderà giustizia a quello che ha vissuto quella donna e le tante che ogni giorno subiscono abusi d’ogni sorta. Ma se esiste un modo di rispettarle e proteggerle non è certo esponendole sui social. Le politiche contro la violenza sulle donne sono una cosa seria. Caro politico, che tu sia donna o uomo poco importa, impara che se vuoi guidare un Paese devi parlare con cognizione di causa e serietà, devi avere senso della misura e del rispetto.

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