Più che qualcosa di nuovo, lo scatto diffuso su tutti i quotidiani sembrava emanare qualcosa di antico. Più dei commensali – Elly Schlein, Giuseppe Conte e l’inseparabile coppia Bonelli-Fratoianni –, più della ragione “ufficiale” della foto – il lancio di un tavolo programmatico e di due appuntamenti pubblici –, e persino più delle grotte – resti del teatro di Pompeo – che fanno da scenografia allo scatto, era la foto stessa a evocare quel sapore antico.
Cambiano i volti, cambiano i partiti, ma la storia della foto di coalizione per ostentare unità rimane e si ripete. Tutto ebbe inizio a Vasto, cittadina abruzzese sul mare Adriatico, dove nel lontano 2011 l’allora segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani, il leader di Sinistra Ecologia Libertà – come si chiamava allora la zampa sinistra della coalizione – Nichi Vendola e quello dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, furono immortalati insieme a margine della festa dell’IdV in uno scatto che voleva raccontare quella che sarebbe stata la coalizione che ambiva a strappare il governo del Paese al centrodestra. Spoiler: la crisi economica e il governo tecnico di Mario Monti portarono a geometrie differenti, e il partito di Di Pietro, fortemente ridimensionato da crisi interne, nemmeno prese parte a quella coalizione, preferendo Rivoluzione Civile di Ingroia.
A proposito di Mario Monti, anche lui si trovò protagonista, nel 2012, di una di queste foto, stranamente trasversale. L’allora premier, infatti, posò a Palazzo Chigi al fianco dei leader di Popolo della Libertà, Partito Democratico e Unione di Centro – Angelino Alfano, ancora Bersani e Pierferdinando Casini – in un’istantanea che sembrava voler sottolineare la fedeltà dei partiti al governo tecnico. Un governo che sarebbe poi naufragato con lieve anticipo sulla scadenza naturale, a prova che tali istantanee si rivelano spesso foglie di fico.
Voleva sicuramente mostrare unità dopo primarie combattute come quelle del centrosinistra del 2012 anche la foto tra Bersani (ancora lui) e Matteo Renzi, al tavolo di un ristorante di Roma, sorridenti tra bottiglie di ammazzacaffè, a parlare delle strategie di un centrosinistra che voleva tornare alla guida del Paese dopo cinque anni di governi Berlusconi e Monti. Proprio quelle elezioni del 2013 sembravano dover essere la grande rivalsa del centrosinistra, anticipata da queste foto simboliche, e si conclusero invece con una «non vittoria», un primo posto senza maggioranza al Senato di una coalizione che non si era accorta dell’onda grillina.
Forse anche per questa ragione la sequela di foto ha avuto una brusca frenata, salvo un revival in salsa umbra nel 2019, con la foto di Narni, tra il segretario del Pd Nicola Zingaretti, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il leader di Articolo Uno Roberto Speranza e il candidato regionale Vincenzo Bianconi. Un altro tentativo di provare a mostrarsi uniti, con il centrodestra che pochi giorni dopo andò a conquistare, per la prima volta, la regione Umbria.
Il centrodestra, dal canto suo, ha una grande tradizione di cene tra Berlusconi e gli altri leader dei partiti alleati, spesso ospiti ad Arcore o a palazzo Grazioli, eppure mai è uscita una foto lanciata con lo stesso spirito di quelle del centrosinistra che a tavola o a margine di un evento vogliono mostrare unità. Il centrodestra, infatti, ha da sempre un perimetro definito e nulla da dimostrare a riguardo: anche per questo, le foto in stile Vasto ricordano spesso una foglia di fico, volta a rassicurare gli elettori più che a convincerli.
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