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De Corato ritorna a Palazzo Marino: il decano del centrodestra ha ancora voglia di dare battaglia

Riccardo De Corato, al centro della foto, espone uno striscione per chiedere la liberazione dei due "Marò". Ai suoi lati, i colleghi Mascaretti, Osnato e Gallera. MATTEO BAZZI/ANSA

Entrato per la prima volta nel Consiglio comunale di Milano nel 1985, continuerà a ricoprire anche il ruolo di assessore alla Sicurezza in Regione Lombardia. Soprannominato "lo Sceriffo", è stato protagonista di sfide molto accese delle quali ora ritrova molti avversari

Di Lorenzo Zacchetti
Pubblicato il 21 Dic. 2020 alle 17:48 Aggiornato il 21 Dic. 2020 alle 17:56

Stefano Parisi lascia la politica e il suo seggio nel consiglio comunale di Milano passa a Riccardo De Corato, che torna a Palazzo Marino dopo aver ricoperto il ruolo di Vicesindaco per 14 anni, prima con Gabriele Albertini e poi con Letizia Moratti.

Nelle giunte di centrodestra, De Corato era assessore alla Sicurezza, lo stesso incarico che attualmente ha in Regione Lombardia, dove continuerà a far parte della giunta di Attilio Fontana. Proprio in questo ruolo, lo scorso giugno l’esponente di Fratelli d’Italia ha fatto molto arrabbiare il Sindaco Giuseppe Sala, annunciando un esposto in Procura sulla pista ciclabile di Corso Buenos Aires, che il primo cittadino ha interpretato come uno sgarbo istituzionale, visto il dialogo aperto a più livelli tra Comune e Regione nonostante le differenze di visione politica.

D’altra parte, De Corato non è certo nuovo a iniziative del genere, essendosi rivolto alla magistratura in più occasioni, negli anni della “Milano da Bere”. Durante l’era-Tangentopoli, ci fu una curiosa eterogenesi dei fini quando diverse iniziative videro sullo stesso versante due esponenti delle ali estreme dei rispettivi schieramenti: De Corato, appunto, e per la sinistra Basilio Rizzo, che ora ritrova De Corato come collega di Consiglio. Se Rizzo è entrato per la prima volta a Palazzo Marino nel 1983, con Democrazia Proletaria, De Corato vi ha debuttato due anni dopo. In due, totalizzano ben 72 di esperienza politica attiva.

Nato ad Andria il 1 novembre 1951, era arrivato a Milano nel 1973, dove ha compiuto i primi passi della sua militanza nel Movimento Sociale Italiano. Dopo essersi candidato Sindaco di Milano nel 1993, ottenendo il 2,9%, l’anno seguente è entrato in Senato con Alleanza Nazionale e vi è stato riconfermato nelle elezioni del 1996. Nel 1997 è diventato Vicesindaco, venendo chiamato “lo Sceriffo” per il suo modo di interpretare le deleghe alla sicurezza: memorabili le sue battaglie con i centri sociali, che ebbero l’apice nel 2009 con lo sgombero di uno dei luoghi più noti dell’antagonismo meneghino: il Conchetta. Anche per questo nel 2011 la piazza che applaudiva l’elezione di Giuliano Pisapia intonava il beffardo coro “De Corato, disoccupato”, che alcuni andarono persino a cantare sotto le finestre di casa dell’ormai ex assessore.

Passato all’opposizione, ha comunque fatto parlare di se’, come quella volta che, per protesta contro la maggioranza, si è alzato in piedi su una sedia. Dal 2013 fa parte del Consiglio Regionale della Lombardia, nel quale è stato rieletto nel 2018 (dopo la mancata elezione in Parlamento) e dove è entrato a far parte della squadra di Fontana.

La sua delega è, come sempre, la Sicurezza, tema sul quale negli scorsi giorni ha nuovamente polemizzato con il Sindaco a proposito dell’omicidio in via Mauro Macchi. Altrettanto accesi sono stati gli scontri con Pierfrancesco Maran, assessore all’urbanistica, tirato in ballo da De Corato sempre sulla famigerata ciclabile di Corso Buenos Aires, che a suo dire sarebbe diventata “una pista per risciò e biciclette, come nella Cina di Mao”. Un’uscita alla quale Maran ha replicato con le armi dell’ironia, evidenziando come nel messaggio dell’assessore regionale, evidentemente per eccesso di foga, la zona fosse definita “un’asta commerciale”, invece che – più propriamente – un’asse commerciale.

Tweet e risposta: De Corato contro Maran (e viceversa)

Nel 2012, quando Maran introdusse Area C per limitare il flusso di auto, De Corato per protesta si presentò nel centro cittadino a bordo di un calesse. L’appartenenza dell’ex senatore alla giunta lombarda, che spesso è entrata in contrasto con Palazzo Marino, ha fornito altri spunti dialettici, ma per il decano del centrodestra è proprio tra i banchi del consiglio comunale che “si può fare veramente politica”.

Durante l’era-Pisapia erano un appuntamento quotidiano le sfide a colpi di comunicati stampa con Mirko Mazzali, ai tempi consigliere comunale di SEL e presidente della Commissione Sicurezza, che oggi è il delegato alle Periferie del Sindaco Sala. Un altro tema sul quale De Corato non manca di rivolgere critiche al centrosinistra milanese. Insomma, considerando anche l’approssimarsi delle elezioni, chi ama i duelli dialettici molto probabilmente troverà pane per i suoi denti.

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