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I detenuti di Bollate ridanno vita a 8.000 device forniti da Snam per donarli alle scuole

La direttrice del carcere di Bollate Cosima Buccoliero (Ansa/Matteo Corner)

La direttrice del carcere Cosima Buccoliero: "Essere parte di progetti che ‘rimettono in circolo’ ha una valenza forte per chi, una volta scontata la pena, dovrà ricollocarsi"

Di Redazione TPI
Pubblicato il 23 Lug. 2020 alle 13:07 Aggiornato il 23 Lug. 2020 alle 15:55

I detenuti del Carcere di Bollate ridanno vita a 8.000 tra pc e materiale elettronico, messi a disposizione da Snam, in favore delle scuole

I detenuti del Carcere di Bollate ripareranno oltre 8.000 tra computer, monitor e altro materiale elettronico non più in uso (stampanti, scanner e accessori) al fine di riutilizzarli in un’ottica di economia circolare rendendoli disponibili alla collettività. I dispositivi sono stati donati da Snam, nell’ambito di un’iniziativa sociale promossa insieme a Fondazione Snam e realizzata in collaborazione con l’impresa sociale Fenixs, impegnata da vent’anni in progetti lavorativi che hanno coinvolto finora più di 160 detenuti in diverse carceri italiane. Obiettivo del progetto è offrire ai detenuti un’opportunità di lavoro e riqualificazione professionale.

Le apparecchiature verranno in gran parte ricondizionate, aggiornate e messe a disposizione delle scuole per attività educative, con particolare riguardo alle situazioni di fragilità, oltre a privati e aziende. Sulla parte non ricondizionabile, Fenixs collaborerà con LaboRAEE, controllata di Amsa (società del Gruppo A2A) che gestisce l’attività dell’impianto di trattamento dei rifiuti elettrici ed elettronici (RAEE) inaugurato un anno fa all’interno del Carcere. “Sono soddisfatta per l’avvio di questo nuovo progetto che coinvolge i detenuti e le strutture del Carcere di Bollate, come l’impianto RAEE inaugurato lo scorso anno, con l’obiettivo di realizzare un circolo virtuoso per l’intera società. Essere parte di progetti che ‘rimettono in circolo’ ha una valenza forte per chi, una volta scontata la pena, dovrà ricollocarsi. E sappiamo che il lavoro è il modo migliore per tornare a scommettere su sé stessi”, afferma Cosima Buccoliero, Direttrice Aggiunta della Casa di reclusione Milano Bollate.

“L’iniziativa è in linea con i valori di Snam e con l’impegno della società nella sostenibilità ambientale e sociale, con particolare attenzione alle aree vulnerabili. Nel perseguire questi scopi, l’azienda fa leva anche sulla capacità di Fondazione Snam di costruire reti e collaborazioni con il mondo non profit. In questo periodo di emergenza legata al Covid-19, Fondazione Snam è al fianco di oltre 50 enti non profit impegnati nel sostegno alla popolazione più fragile”, spiega una nota dell’azienda.

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